Etichette, la risposta a Coldiretti: “l’etanolo favorisce il cancro”

Il presidente della Società italiana di alcologia interviene sulla lettera di Coldiretti sulle etichette sui prodotti che contengono l'etanolo

“Dobbiamo partire da un presupposto scientifico: l’etanolo è il problema non il vino o la birra. L’etanolo favorisce il cancro come il fumo di sigarette, è inserito nel gruppo 1 dei cancerogeni ovvero ha un rapporto certo con lo sviluppo del tumore. Questo è indipendente dal tipo di bevanda alcolica che beviamo. Quindi credo che sia giusto che i cittadini-consumatori siano informati con le etichette sui prodotti che contengono l’etanolo, soprattutto sappiamo che è dose dipendente ed è cumulativa durante l’anno. Non c’è più una istituzione scientifica internazionale che dica che non c’è un livello soglia di sicurezza”. Così all’Adnkronos Salute Gianni Testino, presidente della Società italiana di alcologia (Sia), interviene sulla lettera che Coldiretti e Filiera Italia hanno scritto al presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, ai commissari alla Coesione e riforme, Raffaele Fitto, all’Agricoltura Cristophe Hansen e alla Salute Olivér Várhelyi per respingere l’inaccettabile proposta dell’esecutivo comunitario di apporre delle scritte sulle bottiglie per scoraggiare i consumi, oltre ad aumentare la tassazione.

“Gli ultimi dati ci dicono che il rischio assoluto di cancro corrispondente a meno di Unità alcolica al giorno, corrispondente a 12 grammi di etanolo – quantità contenuta in una lattina di birra o in un bicchiere di vino – aumenta il rischio di cancro nelle donne del 16,5% e negli uomini del 10% – precisa Testino – Se invece raggiungiamo i 12 grammi, il rischio assoluto aumenta del 19% nelle donne e del 11,4% negli uomini”. L’esperto poi chiarisce che “il grande problema delle donne è il cancro della mammella, il consumo di etanolo è un potente cancerogeno per questo tipo di neoplasia”.

In conclusione, “ogni cittadino europeo dovrebbe sapere che c’è un rischio cancro rispetto all’etanolo come dovrebbe saperlo per altri prodotti”, osserva il presidente della Sia. Ma le etichette allarmistiche su vino, birra o superalcolici produrranno un vantaggio in termini di riduzione del rischio? “Certo – risponde – come è accaduto con il fumo, sappiamo che le avvertenze insieme ai prezzi più alti possono incidere. Come Sia lo diciamo da 20 anni, prima o dopo le bugie hanno le gambe corte. E – conclude Testino – quella sui presunti ‘benefici’ dell’etanolo ha fatto il suo tempo”.