Nella giornata di ieri, sabato 8 febbraio, l’Etna è tornato a farsi sentire con una nuova, piccola eruzione. Boris Behncke, vulcanologo presso INGV-Catania, ha spiegato sui propri canali social che si tratta di “un’eruzione del tipo che chiamiamo “subterminale“, ossia quasi terminale (sommitale), che è iniziata presumibilmente nel pomeriggio dell’8 febbraio 2025. Una colata di lava esce da una o più bocche ubicate alla base meridionale del cratere Bocca Nuova. Questa attività è stata preceduta da emissioni di cenere (6 febbraio) e qualche piccola esplosione stromboliana (7 febbraio) dal Cratere di Sud-Est”, ha scritto Behncke.
“L’attività potrebbe durare giorni o settimane”
Anche Fabrizio Zuccarello, Guida Vulcanologica della Regione Sicilia, ha parlato su Facebook dell’attuale eruzione dell’Etna. “Si tratta, allo stato attuale, di un’attività subterminale cui termine significa “che ha origine proprio al di sotto dei crateri che stanno in cima” e tale attività è sempre strettamente connessa ad uno di essi. Queste eruzioni hanno energia di molto inferiore alle fontane di lava e generalmente non producono cenere e non minacciano centri abitati; inoltre, rispetto al “parossismo” che si esaurisce in poche ore producendo alte fontane di lava, l’attività subterminale può durare di più, giorni ma anche diverse settimane, dipende”, scrive Zuccarello.
“Lo spettacolo del vulcano (meteo permettendo) è stavolta ben osservabile dai paesi alle pendici sudoccidentali quali Belpasso, Ragalna, Biancavilla e Adrano ma anche dai paesi limitrofi e dalle strade a sud del vulcano”, spiega la Guida Vulcanologica, fornendo anche alcuni consigli:
“Si raccomanda di non avvicinarsi in questo momento al teatro eruttivo per più motivi (e quando lo farete sempre e solo con guida vulcanologica/alpina):
- il meteo in questi giorni è avverso e cambia velocemente, la nebbia arriva in pochi secondi e si perde l’orientamento.
- Le temperature sono rigide e possono col vento raggiungere anche -20º Celsius di percepita a quelle quote, quindi serve attrezzatura di un certo livello.
- L’attività può evolvere velocemente e potrebbe originare nuove fratture, anche in punti inaspettati nonché attività esplosiva dai crateri in cima.
- La presenza di ghiaccio aumenta esponenzialmente il rischio incidenti e anche in quel caso serve la giusta attrezzatura e l’esperienza per usarla.
- Ricordiamoci che anche i soccorritori che intervengono in caso di incidente mettono in pericolo la propria vita per salvarne delle altre”.





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