Un nuovo importante traguardo nella ricerca sulla fusione nucleare è stato raggiunto in Francia. Il reattore a fusione WEST (Wendelstein 7-X) ha stabilito un record mondiale mantenendo il plasma supercaldo per 1.337 secondi, superando del 25% il precedente primato della Cina, fissato a 1.066 secondi. L’annuncio è stato dato dal Commissariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives (CEA), che ha evidenziato come il risultato sia stato ottenuto grazie all’iniezione di 2 megawatt di potenza di riscaldamento. “WEST ha raggiunto un nuovo traguardo tecnologico chiave, mantenendo il plasma di idrogeno per più di venti minuti“, ha dichiarato Anne-Isabelle Etienvre, direttrore della ricerca fondamentale del CEA.
La sfida della fusione nucleare
La fusione nucleare è considerata la fonte di energia del futuro: riproducendo il processo che alimenta le stelle, potrebbe garantire una produzione energetica quasi illimitata, senza emissioni di gas serra e senza scorie radioattive di lunga durata. Tuttavia, replicare le condizioni presenti nel nucleo delle stelle è estremamente complesso.
I reattori a fusione più avanzati utilizzano la tecnologia tokamak, che sfrutta potenti campi magnetici per confinare e riscaldare il plasma, una miscela di ioni positivi ed elettroni liberi a temperature superiori ai 50 milioni di gradi Celsius. WEST, seguendo questo principio, è riuscito a contenere il plasma per oltre 22 minuti, segnando un passo cruciale verso la realizzazione di un reattore commerciale funzionante.
Verso il futuro: ITER e oltre
Questo successo ha implicazioni dirette per ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), il più grande progetto di fusione nucleare mai realizzato. ITER è una collaborazione internazionale che coinvolge Unione Europea, Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Russia e Stati Uniti, con l’obiettivo di dimostrare la fattibilità della fusione su larga scala.
Tuttavia, i tempi di sviluppo della fusione nucleare restano lunghi. ITER, inizialmente previsto per il 2020, non entrerà in funzione prima del 2039. Nonostante ciò, i recenti progressi confermano che la ricerca sulla fusione nucleare sta avanzando, portando l’umanità sempre più vicina a una fonte di energia sicura, pulita e illimitata.
