Due enormi canyon sulla Luna, paragonabili al Grand Canyon terrestre, sono stati scolpiti in meno di 10 minuti da flussi di detriti rocciosi espulsi durante un impatto. Questo sorprendente risultato è emerso da uno studio pubblicato su Nature Communications, condotto dai ricercatori della Universities Space Research Association. Il team di scienziati, guidato da David Kring, Danielle Kallenborn e Gareth Collins, ha utilizzato immagini della superficie lunare per ricostruire l’evento che ha dato origine ai canyon, ottenendo nuove informazioni sulla loro formazione.
I canyon, chiamati Vallis Schrodinger e Vallis Planck, si estendono per oltre 2.700 km in lunghezza e profondità. Questi enormi solchi si trovano nella regione del bacino di Schrodinger, che si è formato circa 3,81 miliardi di anni fa in un evento di impatto che ha scagliato detriti sulla superficie lunare. La ricerca ha rivelato che i detriti sono stati espulsi a velocità comprese tra 0,95 e 1,28 km al secondo, creando le voragini in tempi rapidissimi. Per dare un’idea dell’energia coinvolta, la forza necessaria per formare questi canyon è stata calcolata essere oltre 130 volte superiore all’attuale arsenale nucleare mondiale.
Questo studio fornisce una visione innovativa sulla composizione della crosta lunare e sulle dinamiche degli impatti. In particolare, l’analisi dei detriti distribuiti in modo asimmetrico suggerisce nuovi dettagli sulla zona vicina al Polo Sud lunare, che è anche il target di esplorazione per la missione Artemis. Le scoperte potrebbero quindi essere cruciali per le future missioni spaziali, fornendo dati fondamentali sulla natura e l’origine del terreno lunare.


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