Incidente Washington, recuperata parte della fusoliera dell’aereo precipitato nel Potomac

Una grande gru, assistita da una più piccola, ha tirato fuori con cautela dall'acqua i rottami dell'aereo

È stata recuperata parte della fusoliera dell’aereo passeggeri precipitato nel fiume Potomac, a Washington, la scorsa settimana dopo essersi scontrato con un elicottero dell’esercito americano. Una grande gru, assistita da una più piccola, ha tirato fuori con cautela dall’acqua i rottami contorti del Bombardier CRJ-700 della American Eagle Airlines e li ha posizionati su una chiatta. Anche un motore del jet è stato recuperato dalle acque ghiacciate. L’incidente, avvenuto mercoledì 29 gennaio, ha ucciso tutte e 67 le persone coinvolte: sessanta passeggeri dell’aereo e quattro membri dell’equipaggio, oltre a tre militari a bordo dell’elicottero Black Hawk dell’esercito americano. Finora sono stati recuperati e identificati 55 corpi, secondo le autorità locali, fiduciose di riuscire a localizzeranno e recuperare tutte le vittime. “Resteremo qui e cercheremo finché non avremo tutti”, ha detto il capo dei Vigili del Fuoco di Washington John Donnelly.

L’aereo era in volo da Wichita, Kansas, all’aeroporto nazionale Ronald Reagan di Washington quando si è verificata la collisione.

Il Presidente Donald Trump si è affrettato ad attribuire la responsabilità dell’incidente alle politiche di assunzione basate sulla diversità, sebbene non siano emerse prove a sostegno di questa teoria. Trump ha anche affermato che l’elicottero, che era impegnato in una missione di addestramento di routine, sembrava volare troppo in alto.

Secondo i media statunitensi, la torre di controllo dell’affollato aeroporto potrebbe essere stata carente di personale al momento dell’incidente. Il National Transportation Safety Board dovrebbe compilare un rapporto preliminare entro 30 giorni, sebbene un’indagine completa potrebbe richiedere fino a un anno.