“Giovedì sarò a Parigi per il mio settimo incontro in soli tre mesi con il mio collega, il ministro francese per l’Industria e l’energia, Marc Ferracci. Stiamo allineando le nostre politiche industriali per dare indicazioni forti e chiare alla Commissione nel momento decisivo del ‘Clean Industrial Deal’ e dei piani settoriali su auto, siderurgia, chimica e microelettronica”. Lo annuncia il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso in un’intervista rilasciata ad Affaritaliani.it. “Quanto indicatore nel Compass è importante ma non ancora sufficiente – prosegue – mi aspetto che tutte le forze politiche ei sindacati ci supportano, come fanno pienamente le associazioni industriali di Italia, Francia, Germania, Spagna e Polonia”.
Interpellato poi sui dati negativi della produzione industriale, Urso spiega che “il problema esiste e rischia di aggravarsi con la ‘guerra commerciale’ ma si tratta di un problema europeo e va risolto principalmente in Europa e con l’Europa. I dati sono chiari – sintesi -: dal 2019 a oggi la produzione industriale in Germania si è ridotta di quasi il 12%, in Francia del 5,4%, in Italia del 4,7%. Anche il 2025 sarà difficile: dopo due anni di recessione in Germania, non poteva essere altrimenti. L’onda coinvolge anche le nostre imprese, che lavorano principalmente con la Germania, nostro primo partner”.
Il costo dell’energia
Sul fronte interno, il primo ostacolo è il costo dell’energia, “più alto di qualunque altro Paese industriale – ammette il titolare del Mimit -. Per questo, nel prossimo Cdm il ministro Pichetto presenterà un provvedimento per ridurre l’impatto su famiglie e imprese”.


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