Maltempo, due soccorsi in poche ore: lo sfogo del sindaco di Ventasso

Il sindaco di Ventasso nel giro di dodici ore si è ritrovato a gestire due casi di grave pericolosità nel territorio del proprio comune

Gli ennesimi due episodi in cui si è reso necessario l’intervento del Soccorso Alpino dell’Emilia Romagna – il primo ieri, sul monte Ventasso, con due escursionisti dispersi, il secondo oggi, sul monte Cusna, con 4 persone travolte da una valanga ma fortunatamente illese – hanno provocato le ire di Enrico Ferretti, sindaco del comune di Ventasso, comune situato sul versante reggiano dell’Appennino Tosco Emiliano.

“La montagna va rispettata, non siamo al luna park”, si sfoga con l’Adnkronos il primo cittadino, che nel giro di dodici ore si è ritrovato a gestire due casi di grave pericolosità nel territorio del proprio comune. “Innanzitutto – spiega Ferretti – prima di avventurarsi ad alta quota, è bene conoscere le regole del gioco: al giorno d’oggi le previsioni meteorologiche sono accuratissime, bisogna consultarle sempre prima di andare in montagna, valutando se possono sorgere delle criticità legate al maltempo. In questo caso, erano giorni che attendevamo una nevicata durante il fine settimana, eppure ci sono persone che hanno scelto comunque di andare nei boschi, dove la rete telefonica è mediamente molto più scarsa rispetto alla media, senza preoccuparsi delle possibili complicazioni climatiche. Ogni volta che una persona si perde o ha delle difficoltà, vengono mobilitati elicotteri e mezzi di soccorso che devono operare in situazioni di emergenza, lungo pendii scoscesi o a margine dei dirupi; gli stessi soccorritori, a cui va tutta la nostra più sincera gratitudine, rischiano la vita per intervenire tempestivamente. Questa cosa è intollerabile. Chi ama la montagna sarà sempre il benvenuto, ma occorre conoscere i propri limiti e i rischi che si corrono”. 

Ferretti conclude con una provocazione: “è davvero bellissimo sapere che ci sono volontari e mezzi di soccorso sempre pronti ad intervenire. Ma abusarne è ingiustificabile. Se iniziassimo a far pagare il servizio svolto, sono certo che il numero di interventi annui scenderebbe notevolmente. Non vogliamo arrivare a questo punto, però le azioni di soccorso costano tanto, non si può scherzare su questi temi. In gioco c’è la sicurezza delle persone e la salvaguardia del nostro territorio”.