Marzo è ormai alle porte e con esso cresce l’attesa per l’evoluzione meteorologica che caratterizzerà il passaggio dall’inverno alla primavera. Sebbene il calendario meteorologico segni ufficialmente l’inizio della nuova stagione con il primo giorno del mese, la natura spesso segue dinamiche diverse, e quest’anno gli scenari appaiono particolarmente incerti. L’inverno, che fino a questo momento ha mostrato un andamento altalenante, potrebbe non essere ancora pronto a cedere definitivamente il passo ai primi tepori primaverili.
Negli ultimi anni, il comportamento del Vortice Polare ha avuto un ruolo determinante nel condizionare la stagione fredda e le prime fasi della primavera. Un vortice forte ha spesso limitato l’afflusso di correnti fredde verso le medie latitudini europee, mentre il suo progressivo indebolimento, tipico di questo periodo dell’anno, potrebbe favorire un ritorno di condizioni invernali anche in un periodo solitamente associato all’innalzamento delle temperature. La storia climatica di marzo conferma questa tendenza a forti contrasti: nel 2023, dopo un inverno piuttosto mite, proprio questo mese ha riportato condizioni pienamente invernali, con nevicate abbondanti sulle Alpi e temperature al di sotto della media in molte regioni. Episodi simili si sono verificati in diversi anni del passato, come nel 2010, 2013, 2018 e 2020, a dimostrazione di quanto marzo possa essere un mese di estremi, alternando improvvisi ritorni del freddo a rapide impennate delle temperature.

Anche quest’anno, le condizioni meteorologiche potrebbero essere fortemente influenzate dal comportamento del Vortice Polare, che ha mantenuto un’intensità elevata per buona parte dell’inverno. Se dovesse iniziare a indebolirsi rapidamente, potrebbero verificarsi incursioni di aria fredda di origine artica, capaci di riportare temperature rigide e nevicate fino a quote basse. Allo stesso tempo, masse d’aria più mite, di matrice oceanica o subtropicale, potrebbero scontrarsi con queste correnti fredde, dando vita a situazioni di forte instabilità e sbalzi termici significativi.
L’inizio di marzo potrebbe essere ancora segnato da una certa influenza invernale, con il rischio di nuove discese di aria fredda che riporterebbero temperature al di sotto della norma e nevicate anche a quote collinari o pianeggianti. Tuttavia, con il progressivo aumento della radiazione solare, il rinforzo degli anticicloni diventa un elemento sempre più probabile, in particolare con l’espansione di aree di alta pressione di matrice subtropicale. In questo scenario, il termometro potrebbe registrare impennate significative, soprattutto al Centro-Sud, dove in alcune località le temperature potrebbero superare i 20°C.
L’alternanza tra periodi freddi e fasi miti potrebbe inoltre favorire lo sviluppo di fenomeni atmosferici intensi, con la possibilità di temporali, grandinate e raffiche di vento, specialmente nelle regioni settentrionali e lungo i settori tirrenici. Marzo segna infatti l’inizio della stagione temporalesca, con i primi episodi di instabilità tipicamente primaverile.
L’incertezza che avvolge le previsioni per il mese di marzo rende difficile delineare con precisione l’andamento della primavera. I principali modelli previsionali suggeriscono la possibilità di una stagione caratterizzata da un’alternanza tra periodi miti e improvvisi ritorni del freddo, almeno fino ad aprile. Se il raffreddamento invernale dovesse persistere ancora per alcune settimane, l’avvio della primavera potrebbe risultare più fresco e instabile del previsto. Tuttavia, come sempre accade in questo periodo dell’anno, le sorprese non mancheranno e l’evoluzione del quadro meteorologico sarà da monitorare attentamente nelle prossime settimane.



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