L’Inverno 2024/25 si avvia alla sua fase conclusiva con un epilogo che, in linea con il trend stagionale, conferma la sua scarsa incisività sull’intero territorio nazionale. Con l’avvicinarsi di marzo e il passaggio ufficiale alla Primavera meteorologica, l’attenzione si concentra sugli ultimi sviluppi atmosferici che potrebbero caratterizzare questo finale di stagione. A livello emisferico, il protagonista indiscusso di questo inverno è stato il Vortice Polare Stratosferico, che ha esercitato un’influenza marcata sulla circolazione generale, consolidando un assetto barico dominato da un’intensa attività zonale. Il ramo canadese ha beneficiato per settimane di una forte spinta dinamica, alimentata da velocità zonali elevate e da un NAM (Northern Annular Mode) che ha raggiunto valori record, determinando una netta prevalenza di flussi miti di origine oceanica a discapito di irruzioni fredde di matrice continentale.

Tuttavia, nelle prossime settimane, la situazione potrebbe subire un’evoluzione significativa. Con l’ingresso della terza decade di febbraio, i modelli previsionali evidenziano un graduale indebolimento del Vortice Polare Stratosferico, conseguenza diretta di un imminente riscaldamento stratosferico (StratWarming) posizionato sulla verticale dell’Atlantico. Questo fenomeno potrebbe innescare una modifica sostanziale delle dinamiche atmosferiche, favorendo la formazione di un blocco zonale, ovvero una configurazione in cui le correnti occidentali vengono interrotte o deviate, consentendo una maggiore espansione delle masse d’aria più fredde.
L’effetto di tale mutamento si tradurrebbe in una nuova oscillazione delle onde planetarie, con una possibile replica delle recenti manovre troposferiche, ma con maggiori chance di un coinvolgimento più diretto del Mediterraneo. Il delicato equilibrio tra le correnti miti di origine oceanica e quelle fredde russo-siberiane sarà determinante nel definire l’evoluzione delle condizioni meteorologiche in Europa meridionale. Il bacino del Mediterraneo, collocandosi nella zona di convergenza tra queste due masse d’aria diametralmente opposte, potrebbe trovarsi esposto a repentini contrasti termici, che rappresentano il presupposto ideale per fenomeni atmosferici più incisivi.
Se da un lato non è ancora possibile stabilire con precisione la portata e l’impatto di questa dinamica, dall’altro appare evidente che il mese di febbraio si concluderà con una certa vivacità atmosferica, lasciando aperti scenari ancora suscettibili di variazioni nei primi giorni di marzo. L’ultimo atto di questo inverno potrebbe dunque riservare qualche sorpresa, con la possibilità che l’aria fredda riesca, seppur temporaneamente, a conquistare maggiori spazi verso le latitudini meridionali.


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