Due missioni della NASA, PUNCH e SPHEREx, partiranno insieme a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX dalla base di Vandenberg, in California, con lancio in programma alle 19:09 ora locale del 2 marzo, 04:09 ora italiana del 3 marzo. Nonostante gli obiettivi scientifici distinti, entrambe le missioni condividono una vocazione comune: la cartografia cosmica. PUNCH esplorerà le dinamiche del Sole, mentre SPHEREx si concentrerà sulla mappatura dell’universo su larga scala.
PUNCH: un nuovo osservatore del Sole e del Meteo Spaziale
PUNCH (Polarimeter to Unify the Corona and Heliosphere) è un sistema di 4 satelliti progettati per osservare l’atmosfera esterna del Sole, la corona, e il modo in cui questa si trasforma nel vento solare che permea l’intero Sistema Solare. Attraverso l’uso della luce polarizzata, PUNCH sarà in grado di creare immagini tridimensionali dei fenomeni che avvengono nella corona solare, fornendo dati cruciali per comprendere eventi come le espulsioni di massa coronale (CME), enormi nubi di plasma che possono avere effetti devastanti sul nostro pianeta.
Secondo Nicholeen Viall, del Goddard Space Flight Center della NASA, PUNCH rappresenta un grande passo avanti rispetto alle missioni precedenti. “STEREO ha osservato la luce polarizzata, ma PUNCH avrà una risoluzione cento volte migliore e offrirà una visione dei poli solari, una prospettiva che richiede una sensibilità straordinaria“, ha affermato Viall.
Le informazioni raccolte da PUNCH potrebbero rivoluzionare la previsione del meteo spaziale, permettendo di prevedere con maggiore precisione gli impatti delle tempeste solari sulle comunicazioni satellitari, sulla navigazione GPS e sulla rete elettrica terrestre.
SPHEREx: il nuovo esploratore dell’Universo infrarosso
Se PUNCH si concentrerà sul Sole, SPHEREx (Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization and Ices Explorer) avrà il compito di mappare il cielo a infrarossi con un dettaglio senza precedenti. Questo telescopio spaziale, spesso paragonato al James Webb Space Telescope (JWST), non si focalizzerà su singoli oggetti celesti con immagini ad altissima risoluzione, ma piuttosto creerà una panoramica dell’intero universo visibile.
“Se James Webb è come un teleobiettivo che ingrandisce un singolo albero, SPHEREx è il grandangolo che fotografa l’intera foresta“, ha spiegato Shawn Domagal-Goldman, direttore ad interim della divisione di astrofisica della NASA.
Ogni 6 mesi, SPHEREx genererà 102 mappe del cielo in 102 lunghezze d’onda diverse, un compito che permetterà agli scienziati di affrontare 3 grandi domande della cosmologia moderna:
- L’inflazione cosmica: SPHEREx cercherà di capire cosa abbia causato l’espansione rapidissima dell’universo subito dopo il Big Bang, quando lo Spazio si è gonfiato di un fattore di un trilione di trilioni in una frazione di secondo;
- L’evoluzione delle galassie: L’analisi delle galassie lontane aiuterà a comprendere i processi che hanno plasmato l’universo così come lo vediamo oggi;
- Le origini dell’acqua nel cosmo: SPHEREx mapperà la distribuzione del ghiaccio e dell’acqua nelle regioni di formazione stellare, un’informazione chiave per comprendere come gli elementi essenziali per la vita si siano diffusi nello spazio.
Un lancio storico
L’idea di lanciare insieme PUNCH e SPHEREx non è solo una questione logistica, ma rappresenta anche un’efficace ottimizzazione delle risorse. “Questo dimostra ancora una volta il valore che possiamo offrire ai contribuenti americani, unendo due missioni in un unico lancio“, ha sottolineato Joe Westlake, direttore della divisione di eliofisica della NASA.
Con PUNCH che scruterà il Sole e SPHEREx che esplorerà le profondità dell’universo, è all’orizzonte un momento cruciale per la ricerca scientifica spaziale. Se queste missioni raggiungeranno i loro obiettivi, potrebbero rispondere a domande fondamentali sulla nostra origine, sul funzionamento dell’universo e sulla possibilità di vita altrove nel cosmo.


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