Proseguono le terapie mediche al Policlinico Gemelli di Roma dove Papa Francesco è ricoverato da dieci giorni. La crisi emergenziale che ieri ha subito il Papa oggi è sostanzialmente rientrata, come emerge anche dal fatto che abbia trascorso una notte tranquilla. Al Pontefice comunque – riferiscono fonti Vaticane – sono tuttora applicati i ‘naselli’ per la somministrazione di ossigeno ad altri flussi, che lo aiutano nella respirazione. Questa mattina, Papa Francesco è stato sottoposto a nuovi esami clinici, in base ai risultati dei quali questa sera verrà diffuso un nuovo aggiornamento medico.
Si apprende anche che il Papa resta vigile. E il fatto di aver trascorso una notte tranquilla, in cui ha riposato, significa che non si sono ripetute altre crisi respiratorie come quella di ieri, di tipo asmatiforme, che al Pontefice ha provocato anche una certa sofferenza per la difficoltà nel respiro e per l’entità prolungata nel tempo. Come aiuto, comunque, si è deciso di mantenere anche oggi la somministrazione di ossigeno ad alti flussi tramite tubicini al naso. “Non ci sono state altre trasfusioni” e il Papa “mangia normalmente”. Ha avuto bisogno delle cannule di ossigeno ma “non è intubato in nessun modo“, viene precisato.
Le fonti fanno notare, inoltre, che i medici che hanno in cura il Pontefice, anche nella conferenza stampa di venerdì scorso al Gemelli, non hanno mai parlato di sedazione.
Papa Francesco: “porto avanti cure e riposo, grazie per le preghiere da tutto il mondo”
“Da parte mia, proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli, portando avanti le cure necessarie; e anche il riposo fa parte della terapia! Ringrazio di cuore i medici e gli operatori sanitari di questo Ospedale per l’attenzione che mi stanno dimostrando e per la dedizione con cui svolgono il loro servizio tra le persone malate”. Lo afferma Papa Francesco nel suo testo per l’Angelus che oggi è stato diffuso in forma scritta.
“In questi giorni mi sono giunti tanti messaggi di affetto e mi hanno particolarmente colpito le lettere e i disegni dei bambini. Grazie per questa vicinanza e per le preghiere di conforto che ho ricevuto da tutto il mondo! Affido tutti all’intercessione di Maria e vi chiedo di pregare per me”, recita il testo.
Cos’è la somministrazione di ossigeno ad alti flussi
La somministrazione di ossigeno ad alti flussi alla quale è ancora sottoposto Papa Francesco è una tecnica comunemente utilizzata per trattare i pazienti che hanno un’insufficienza respiratoria. I cosiddetti ‘naselli’ che sono tuttora applicati sono cannule nasali ad alto flusso o HFNC (acronimo di High-Flow Nasal Cannula) che permettono di erogare l’ossigeno. Sono dispositivi non invasivi e che risultano in generale ben tollerati dalla maggior parte dei pazienti. Proprio per queste caratteristiche sono utilizzate anche nei comuni reparti di medicina interna, soprattutto per il trattamento di pazienti anziani e fragili nei quali tecniche di ossigenazione invasive potrebbero non essere ben tollerate.
Le cannule nasali ad alto flusso erogano un flusso di aria riscaldata e umidificata che può essere compreso fra 10 litri al minuto e 60 litri al minuto e con una concentrazione di ossigeno o FIO2 (ossia frazione di ossigeno inspirato) compresa fra 0,21 a 1 (ossia 100% ossigeno).
L’apparecchiatura comprende un generatore di flusso, un miscelatore di aria ambiente-ossigeno che consente di erogare una FiO2 fino al 100%, un sistema di umidificazione e riscaldamento dei gas, un circuito monouso riscaldato e cannule nasali di diametro interno maggiore rispetto a quelle utilizzate per l’ossigenoterapia convenzionale.


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