Un nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, suggerisce che la drastica perdita di diversità genetica nei Neanderthal, documentata in un ampio campione di fossili, preannunciò la loro estinzione. La ricerca, condotta da un team internazionale di esperti tra cui il professor Rolf Quam della Binghamton University e lo studente Brian Keeling, ha analizzato la diversità morfologica dei canali semicircolari, strutture dell’orecchio interno legate all’equilibrio, in fossili provenienti dai siti di Atapuerca (Spagna) e Krapina (Croazia).
I canali semicircolari, che si formano alla nascita e sono geneticamente determinati, rappresentano un “proxy” ideale per studiare le differenze genetiche tra specie estinte. Lo studio ha rivelato che i Neanderthal “classici” presentano una minore diversità morfologica rispetto ai loro antenati, i pre-Neanderthal, suggerendo una riduzione della variazione genetica nel corso del tempo, fenomeno noto come “collo di bottiglia“. Questo declino, emerso circa 110.000 anni fa, coincide con i dati sul DNA antico, che indicano una contrazione significativa della popolazione Neanderthal.
I fossili di Atapuerca, risalenti a 400.000 anni fa, e quelli di Krapina, circa 130.000 anni fa, sono cruciali per tracciare l’evoluzione di questa specie. I risultati dello studio sfidano l’ipotesi tradizionale secondo cui la perdita di diversità genetica fosse legata all’origine dei Neanderthal, suggerendo invece che tale perdita si verificò durante la fase finale della loro esistenza. Alessandro Urciuoli, autore principale della ricerca, ha sottolineato che i pre-Neanderthal mostrano una diversità simile a quella dei primi Neanderthal di Krapina, mettendo in discussione le teorie precedenti.
Questo studio offre nuovi spunti per comprendere meglio le cause dell’estinzione dei Neanderthal e la loro evoluzione.


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