Con l’arrivo di marzo, l’Italia si prepara a un cambiamento significativo delle condizioni atmosferiche. Dopo i primi giorni del mese caratterizzati da un afflusso di aria fredda proveniente da nord-est, a partire dal 5 marzo si assisterà a un deciso aumento delle temperature, segnando l’inizio di una fase primaverile particolarmente mite. Questa ondata di caldo anomalo interesserà non solo il nostro Paese, ma gran parte dell’Europa, con valori termici che, nel Centro-Nord, potrebbero superare localmente i 20°C.
L’innalzamento delle temperature sarà inizialmente determinato dall’espansione di un campo di alta pressione di origine subtropicale, che favorirà un graduale riscaldamento dell’atmosfera. In seguito, l’arrivo di venti di scirocco contribuirà a mantenere le temperature su livelli particolarmente elevati per il mese di marzo, con le anomalie termiche più marcate che interesseranno soprattutto il Centro e il Sud Italia. Questo scenario si inserisce in un contesto climatico che, negli ultimi anni, ha visto un progressivo aumento delle temperature primaverili, con episodi di caldo precoce sempre più frequenti.

Osservando i dati storici, alcune primavere si sono distinte per anomalie termiche particolarmente elevate. Nel 1920, si registrò uno dei primi eventi di primavera eccezionalmente calda del XX secolo, con un’anomalia di +1.06°C rispetto alla media climatologica 1981-2010. Il marzo del 2001 fu straordinariamente caldo, con un’anomalia di +2.8°C, il valore più alto mai registrato fino a quel momento per questo mese. Il 2007 segnò un nuovo record, diventando la primavera più calda fino ad allora, con un’anomalia di +1.56°C. Dieci anni dopo, nel 2017, venne registrata la seconda primavera più calda della serie storica, con un’anomalia di +2.0°C, seguita da quella del 2018, che si classificò al terzo posto. L’ultimo caso di primavera eccezionalmente calda risale al 2024, quando l’Italia sperimentò la seconda primavera più calda mai registrata a livello nazionale, con un’anomalia di +1°C rispetto alla media.
L’analisi delle tendenze climatiche indica che il riscaldamento primaverile sta diventando un fenomeno sempre più evidente. Le anomalie termiche si concentrano principalmente nei mesi di marzo e aprile, accompagnate da un incremento della frequenza delle cosiddette “notti tropicali” e “giorni estivi”, segnali inequivocabili di un cambiamento climatico in atto. Il tasso di incremento della temperatura primaverile si attesta intorno a +0.50°C ogni dieci anni, un dato che riflette l’accelerazione del riscaldamento globale negli ultimi decenni.
L’osservazione delle tendenze più recenti conferma che quattro delle cinque primavere più calde della storia si sono verificate negli ultimi anni, sottolineando l’evoluzione di un clima sempre più incline a episodi di caldo anomalo. L’imminente fase mite di marzo si inserisce dunque in questo contesto, rappresentando un ulteriore segnale di come le stagioni stiano subendo mutamenti significativi, con primavere sempre più calde e anticipate rispetto alle medie del passato.
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