L’inizio del mese di marzo si preannuncia caratterizzato da una notevole dinamicità meteo, con repentini cambiamenti che renderanno il periodo particolarmente instabile. La presenza di una depressione sul Mediterraneo segnerà l’esordio del mese, favorendo un afflusso di aria fredda proveniente dal nord-est del continente. Tale configurazione comporterà un calo significativo delle temperature, soprattutto nelle regioni settentrionali e lungo il medio versante adriatico, dove si registreranno condizioni di instabilità diffuse. Il ritorno di nevicate interesserà le aree montuose, con accumuli previsti sia sulle Prealpi che sul settore settentrionale dell’Appennino, mentre le piogge e i temporali colpiranno principalmente il Centro Italia.
Dopo questa fase di forte instabilità, una breve parentesi anticiclonica potrebbe manifestarsi tra il 4 e il 7 marzo, garantendo un miglioramento delle condizioni meteorologiche. L’affermazione temporanea dell’alta pressione favorirà un innalzamento delle temperature, con valori che potrebbero far pensare a un precoce ingresso della primavera. Tuttavia, questa parentesi mite avrà vita breve, in quanto i modelli previsionali confermano un’imminente inversione di tendenza.

Entro il 9 marzo, l’anticiclone cederà il passo a una profonda saccatura che riporterà il maltempo su gran parte della Penisola. In questa fase, le piogge torneranno a interessare diffusamente le pianure, mentre le nevicate si ripresenteranno sulle Alpi e sull’Appennino a quote medie. Il peggioramento sarà accompagnato da un nuovo calo delle temperature, segnando l’inizio di una fase di instabilità prolungata.

Questa evoluzione potrebbe preludere a un periodo dominato da discese di correnti fredde, con il rischio di un ritorno a condizioni invernali nonostante l’avanzare della stagione primaverile. Le temperature saranno soggette a una progressiva flessione, mentre le nevicate potranno spingersi a quote sempre più basse, coinvolgendo nuovamente ampi settori del territorio nazionale. Questo scenario potrebbe protrarsi fino alla metà del mese, mantenendo il clima in una configurazione più vicina all’inverno che alla primavera.
La previsione per la prima metà di marzo evidenzia quindi un andamento estremamente variabile, con sbalzi termici anche marcati e una continua alternanza tra fasi miti e fredde.


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