Dal 25 al 27 febbraio, la sede della FAO a Roma ospiterà la COP16 della Convention on Biological Diversity delle Nazioni Unite. L’obiettivo principale dell’incontro sarà definire una strategia per mobilitare 200 miliardi di dollari all’anno entro il 2030 per la tutela della biodiversità. Un tema cruciale dopo il fallimento della COP16 di Cali, in Colombia, dove non si è raggiunto un accordo sulla tabella di marcia finanziaria per fermare la distruzione della natura.
Durante la conferenza, si discuterà la creazione di un meccanismo globale per finanziare e distribuire risorse in modo efficace, coinvolgendo fondi privati e strumenti internazionali come il Global Environment Facility e il Kunming Biodiversity Fund. Saranno inoltre valutati i progressi rispetto agli obiettivi dell’Accordo di Kunming-Montreal, siglato nel 2022, che prevede la protezione del 30% delle terre e dei mari entro il 2030.
Tra i punti all’ordine del giorno, anche la definizione di strumenti di monitoraggio, il coinvolgimento di attori non statali e la cooperazione con altre organizzazioni internazionali. Le decisioni prese influenzeranno le future negoziazioni e l’efficacia delle politiche globali per la conservazione della biodiversità.


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