Un misterioso incidente ha colpito la petroliera Seajewel, battente bandiera di Malta e proveniente dall’Algeria, ormeggiata nel campo boa del porto di Savona dalla notte di venerdì 14 febbraio. La nave, che in passato era stata citata in alcune inchieste giornalistiche sulle cosiddette “flotte ombra” russe, ha subito una falla nello scafo di oltre un metro, con le lamiere piegate verso l’interno. Le prime indagini suggeriscono che la causa possa essere stata un’esplosione esterna, alimentando sospetti di sabotaggio o attacco terroristico. Tuttavia, le autorità portuali hanno prontamente smentito tali ipotesi.
L’incidente e le prime ipotesi
Durante le operazioni di debunkeraggio, nella notte del 14 febbraio, sono state udite 2 esplosioni. L’intervento immediato degli addetti ai lavori ha permesso di accertare la presenza della falla nella parte immersa della nave. La direzione della piega delle lamiere suggerisce un’esplosione esterna, possibilmente dovuta a un ordigno o a un residuato bellico, ipotesi al vaglio degli inquirenti. La potenza dell’esplosione, tuttavia, non è stata tale da compromettere la tenuta delle paratie di sicurezza, evitando così lo sversamento di petrolio in mare.
Le indagini e il ruolo della Seajewel nelle “flotte ombra”
La Seajewel è stata oggetto di attenzione mediatica per il suo presunto coinvolgimento nelle “flotte ombra”, un sistema di petroliere fantasma utilizzate per bypassare le sanzioni europee contro la Russia. Questa informazione ha spinto alcuni osservatori a ipotizzare che l’incidente possa essere legato a un’azione di sabotaggio o a un atto terroristico.
La smentita della Capitaneria di Porto
Di fronte alla diffusione di queste ipotesi, la Capitaneria di Porto di Savona ha emesso una nota ufficiale per rassicurare l’opinione pubblica, parlando di “notizie prive di fondamento“: “Durante le operazioni di scarico di crude oil il personale specializzato, che sovrintendeva tali operazioni, ha constatato alcune anomalie – da accertare – nelle procedure di discarica decidendo, di concerto con questa Capitaneria di porto, per motivi precauzionali, l’interruzione delle stesse“, si legge nella nota. “Questa Capitaneria attuava, nell’immediatezza, le procedure previste dai Piani antinquinamento e antincendio portuali. Non sono stati registrati sversamenti né danni a persone. Sono attualmente in corso accertamenti tecnici a bordo dell’unità in questione volti a verificare l’origine di tali anomalie e ad eliminare le stesse per il prosieguo delle operazioni in sicurezza“.
Interrogazione parlamentare e sviluppi futuri
La vicenda ha suscitato l’attenzione anche a livello politico. Il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare per fare luce sull’episodio e verificare il coinvolgimento dell’antiterrorismo nelle indagini: “Leggiamo dai giornali che al largo di Savona-Vado ci sarebbero state esplosioni e un possibile attentato alla petroliera Seajewel, che la stessa nave figura tra le inchieste giornalistiche sulle ‘flotte ombra’ che dalla Russia riforniscono di petrolio l’Europa e che sul caso sarebbe al lavoro l’antiterrorismo. Presenteremo oggi stesso un’interrogazione“.
Le autorità continuano a lavorare per chiarire le cause dell’incidente, ma al momento non emergono prove concrete a sostegno dell’ipotesi di un attacco doloso. Nel frattempo, le operazioni di verifica e messa in sicurezza della nave proseguono per garantire che la Seajewel possa riprendere la sua attività senza ulteriori rischi.


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