Un terremoto magnitudo 5.1 ha colpito il Mar Egeo alle 09:49 ora locale, con epicentro tra l’isola di Santorini e quella di Amorgos, nell’arcipelago delle Cicladi. Solo 3 minuti prima, un’altra scossa magnitudo 4.2 era stata registrata nella stessa area. L’evento sismico si inserisce in uno sciame sismico che da più di 2 settimane sta interessando l’area, con oltre 19.200 scosse rilevate dagli strumenti del Laboratorio di sismologia dell’Università di Atene (EKPA) tra il 26 gennaio e il 14 febbraio.
Un fenomeno senza precedenti
Lo sciame sismico in corso tra Santorini e Amorgos è uno dei più intensi mai osservati da quando in Grecia si effettuano rilevamenti sismici sistematici. Sebbene negli ultimi giorni l’attività sismica sia apparsa in diminuzione, il nuovo sisma ha riportato l’attenzione degli esperti e delle autorità sulla situazione. L’epicentro della maggior parte delle scosse si trova nei pressi dell’isolotto di Andros, situato a Sud/Ovest di Amorgos, in una zona caratterizzata dalla presenza di 6 faglie attive.
Stato di emergenza e misure di sicurezza
Il governo greco ha dichiarato lo stato di emergenza per l’isola di Amorgos e altre 3 isole delle Cicladi fino all’11 marzo. Tutte le scuole di Santorini, Anafi, Ios e Amorgos rimarranno chiuse fino al 21 febbraio, mentre squadre di soccorso sono state inviate da Atene per monitorare la situazione e garantire la sicurezza della popolazione. Nonostante l’intensità degli eventi sismici, finora non si registrano vittime né danni significativi.
L’osservazione scientifica e i segnali della natura
Per comprendere meglio la natura di questo sciame sismico, squadre di sismologi stanno installando nuovi sensori nella zona di mare tra Santorini e Amorgos. Nel frattempo, alcuni abitanti hanno segnalato comportamenti insoliti negli animali da allevamento: gli agricoltori dell’isola hanno osservato un aumento dell’irrequietezza nei greggi di pecore, un fenomeno noto nella sismologia empirica, in cui gli animali sembrano avvertire i movimenti tellurici prima che si verifichino.
La resilienza della popolazione locale
Nonostante la situazione di emergenza, la maggior parte dei 1.900 abitanti permanenti di Amorgos non ha lasciato l’isola, ad eccezione di alcuni che si sono spostati per motivi di lavoro o salute. Nel monastero di Chozoviotissa, costruito nella roccia e abbarbicato su una parete scoscesa, la vita dei due monaci e del volontario che lo abitano prosegue con la solita routine, interrotta solo dalle scosse sismiche occasionali.
Prossimi sviluppi
Le autorità stanno monitorando attentamente l’evoluzione dello sciame sismico e nella giornata di oggi è prevista una nuova riunione del comitato scientifico competente per valutare i dati raccolti. La speranza è che l’attività sismica continui a diminuire, evitando il rischio di eventi più distruttivi.


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