Segnali radio e gas le firme che le civiltà extraterrestri userebbero per trovare la Terra

Una nuova ricerca rappresenta un'importante pietra miliare nella ricerca di civiltà extraterrestri

Un nuovo studio condotto da scienziati del SETI Institute ha stabilito che le onde radio terrestri potrebbero essere rilevate fino a 12mila anni luce di distanza, grazie alle attuali tecnologie di rilevamento. Questa ricerca rappresenta un’importante pietra miliare nella ricerca di civiltà extraterrestri, fornendo una stima quantitativa della nostra impronta tecnologica nello Spazio.

Il programma SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) si dedica alla ricerca di segni di vita intelligente attraverso l’individuazione di tecnofirme, ovvero segnali o pattern che non possono essere spiegati da fenomeni naturali. Tra le principali tecnofirme prese in considerazione nello studio figurano le trasmissioni radio, le emissioni atmosferiche artificiali, i segnali ottici e infrarossi, nonché gli oggetti in orbita o sulla superficie planetaria.

Secondo la ricerca, le emissioni radar planetarie, come quelle prodotte dal “defunto” Osservatorio di Arecibo, sono le tecnofirme terrestri più rilevabili. Questi segnali potrebbero essere captati fino a 12mila anni luce di distanza da strumenti con sensibilità adeguata. Parallelamente, le emissioni atmosferiche di biossido di azoto, un sottoprodotto dell’attività industriale, sono diventate più rilevabili rispetto al passato grazie ai progressi nei telescopi spaziali, come il James Webb Space Telescope e il futuro Habitable Worlds Observatory (HWO). Con quest’ultimo, i ricercatori potrebbero individuare tali emissioni fino a 5,7 anni luce di distanza, superando così la distanza che ci separa da Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sistema Solare.

Lo studio evidenzia come, avvicinandosi alla Terra, aumenti il numero di segnali tecnologici captabili: dalle luci delle città ai satelliti artificiali, passando per laser e isole di calore urbane. Questi elementi contribuiscono a delineare un quadro complesso della nostra presenza tecnologica nel cosmo.

Secondo i ricercatori, progetti futuri potranno migliorare ulteriormente la capacità di rilevare tecnofirme, consentendo di identificare nuovi indizi della presenza di civiltà avanzate. Ripetere questi studi nel tempo aiuterà non solo a raffinare le tecniche di ricerca SETI, ma anche a comprendere come il nostro pianeta appaia agli occhi di eventuali osservatori extraterrestri.