Il Sole lancia CME verso la Terra, oggi possibile tempesta geomagnetica

In caso di "incontro ravvicinato" si potrebbero verificare una tempesta geomagnetica classe G1

Il 15 febbraio un’espulsione di massa coronale (CME, dall’inglese Coronal Mass Ejection) ha lasciato la superficie del Sole e potrebbe sfiorare il campo magnetico terrestre oggi, 18 febbraio. Secondo il sito specializzato SpaceWeather.com, il contatto con la Terra non è certo, ma nel caso di “incontro ravvicinato”, si potrebbero verificare una tempesta geomagnetica classe G1, ovvero di intensità minore. Anche se questo tipo di tempeste non rappresenta un pericolo significativo per la vita quotidiana, possono causare disturbi alle comunicazioni radio e lievi fluttuazioni nella rete elettrica, oltre a spettacolari aurore boreali alle alte latitudini.

Cos’è un’espulsione di massa coronale?

Un’espulsione di massa coronale (CME) è un fenomeno solare caratterizzato dal rilascio improvviso di enormi quantità di plasma e campi magnetici dalla corona solare nello Spazio interplanetario. Questi eventi possono essere scatenati da riconnessioni magnetiche sulla superficie del Sole, spesso in associazione con brillamenti solari. Le CME possono viaggiare a velocità comprese tra 250 e 3.000 km/s, impiegando da uno a tre giorni per raggiungere la Terra, a seconda della loro intensità.

Se una CME è diretta verso la Terra, il suo impatto con il campo magnetico terrestre può generare tempeste geomagnetiche, fenomeni che influenzano l’ambiente spaziale e, in alcuni casi, le infrastrutture tecnologiche del nostro pianeta.

Cos’è una tempesta geomagnetica?

Una tempesta geomagnetica è una perturbazione temporanea del campo magnetico terrestre causata dall’interazione tra il vento solare e la magnetosfera del nostro pianeta. Quando una CME o un flusso di vento solare particolarmente veloce raggiunge la Terra, il suo campo magnetico può interagire con quello terrestre, trasferendo energia e disturbando la normale configurazione della magnetosfera.

Le tempeste geomagnetiche vengono classificate in una scala che va da G1 (minima) a G5 (estrema). Gli effetti di queste tempeste possono includere aurore boreali e australi più intense e visibili a latitudini insolite, disturbi nelle comunicazioni radio ad alta frequenza, problemi nei sistemi di navigazione GPS, fluttuazioni nella rete elettrica che, in casi estremi, possono causare blackout locali o regionali.

Nel caso della CME del 15 febbraio, l’eventuale impatto con la Terra potrebbe dare origine a una tempesta geomagnetica di classe G1, con effetti lievi e prevalentemente limitati alle aurore polari.