Kiev e Washington hanno raggiunto un accordo storico per lo sfruttamento congiunto delle risorse minerarie ucraine. Il presidente Volodymyr Zelensky potrebbe firmare il documento già venerdì a Washington, segnando un’importante svolta economica e geopolitica. Questo patto, che inizialmente aveva suscitato forti tensioni tra le parti, rappresenta una soluzione di compromesso, eliminando alcune delle clausole più controverse e aprendo la strada a una cooperazione bilaterale di ampio respiro.
Terre rare, i dettagli dell’accordo
Il documento prevede che Stati Uniti e Ucraina sfrutteranno congiuntamente le risorse minerarie del Paese, con i proventi che confluiranno in un fondo comune tra i 2 Stati. Washington aveva inizialmente chiesto un risarcimento per gli aiuti finanziari concessi all’Ucraina negli ultimi 3 anni, per un valore stimato in 500 miliardi di dollari, una cifra 4 volte superiore agli aiuti realmente erogati. Tuttavia, dopo le negoziazioni, questa clausola è stata rimossa, consentendo la formalizzazione dell’accordo.
Le implicazioni geopolitiche e di sicurezza
Nonostante la portata economica dell’intesa, restano incertezze riguardo alle garanzie di sicurezza richieste da Kiev. L’Ucraina aveva infatti subordinato l’accesso alle sue risorse minerarie all’ottenimento di un meccanismo politico-militare che scoraggiasse nuove aggressioni russe. Tra le opzioni discusse, l’ingresso dell’Ucraina nella NATO e l’impiego di forze di peacekeeping. Tuttavia, entrambe le proposte sono state respinte da Washington: la prima per non compromettere la possibilità di una tregua con Mosca, la seconda per la preferenza statunitense verso l’impiego di truppe europee piuttosto che americane.
Il testo dell’accordo contiene solo un riferimento generico all’impegno degli Stati Uniti per un’Ucraina “sovrana, stabile e prospera” e per il sostegno a misure di sicurezza. Le discussioni su un eventuale rafforzamento delle garanzie restano dunque aperte.
Le risorse minerarie
L’Ucraina possiede circa il 5% delle riserve minerarie mondiali, ma molte di queste risorse restano inesplorate o sono attualmente sotto il controllo russo. I minerali di maggiore interesse includono:
- Manganese: Ucraina all’8º posto mondiale per produzione;
- Titanio: 11º produttore globale;
- Grafite: essenziale per le batterie elettriche, con il 20% delle riserve mondiali stimate;
- Litio: considerato una delle più grandi risorse europee, ma ancora non sfruttato.
Tra i giacimenti chiave rientrano il sito di Novopoltavske, nella regione di Zaporizhzhia, che richiederebbe investimenti per 300 milioni di dollari, e il giacimento di Chevtchenkivske, strategicamente importante ma situato in una zona di conflitto.
Sostegno anche dall’ex primo ministro del Regno Unito Boris Johnson
L’accordo ha trovato un sostenitore inaspettato: l’ex primo ministro del Regno Unito Boris Johnson. “Guardo questo documento e vedo cose positive per l’Ucraina“, ha detto lunedì Johnson alla conferenza annuale Yalta European Strategy, un incontro politico organizzato dalla Viktor Pinchuk Foundation. “Penso che contenga i semi della speranza e del progresso“.
Johnson ha tracciato dei parallelismi tra l’accordo proposto e il Lend-Lease, il programma statunitense risalente alla II Guerra Mondiale, mirato a rifornire gli alleati, anche con prestiti a lungo termine. L’ex leader britannico ha detto: “Sì, è estorsione vista da un certo punto di vista, ma lo era anche il Lend-Lease del 1941, non è vero? Americani. Ci hanno imbrogliati“. Ha aggiunto: “Capisco quanto sia preoccupante pensare che questo accordo possa essere avido, ma penso davvero che dobbiamo superare questa fase, riconoscere cosa sia veramente questo accordo“.
Sfide e prospettive
Uno dei principali ostacoli all’attuazione dell’accordo è il controllo russo su alcune delle aree più ricche di risorse. Mosca, che occupa attualmente il 20% del territorio ucraino, ha dichiarato di non voler interrompere le ostilità finché i negoziati non produrranno un risultato che le sia favorevole. Inoltre, il Cremlino si è detto disponibile ad accettare investimenti americani nei territori occupati, alimentando ulteriormente le tensioni geopolitiche.
Nel frattempo, i leader dei 27 Stati membri dell’Unione Europea si riuniranno in videoconferenza per discutere una possibile tregua nel conflitto e valutare l’impatto dell’accordo minerario sulla stabilità regionale.
L’intesa tra Kiev e Washington rappresenta un’opportunità strategica per entrambe le nazioni, ma rimane avvolta da numerose incognite politiche e militari. La firma dell’accordo venerdì potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase nelle relazioni bilaterali, ma anche sollevare nuove sfide nella già complessa partita geopolitica dell’Europa orientale.



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