Le autorità greche hanno consigliato una serie di misure precauzionali sull’isola di Santorini a seguito di un’intensificazione dell’attività sismica registrata negli ultimi giorni. Tra le disposizioni principali, spiccano la chiusura delle scuole per la giornata di lunedì 3 febbraio e la limitazione dell’accesso a 2 piccoli porti dell’isola. Secondo il Ministero della Protezione Civile greco, una serie di scosse di terremoto, con magnitudo massima 4.3, sono state rilevate tra venerdì e sabato nell’area compresa tra Santorini e Amorgos. Tuttavia, gli esperti hanno escluso un collegamento diretto con l’attività vulcanica dell’isola, precisando che la sismicità sembra essere in fase di attenuazione.
Nonostante l’assenza di danni significativi, gli esperti hanno suggerito di evitare la frequentazione dei porti di Ammoudi e del porto principale di Fira, quest’ultimo utilizzato prevalentemente dalle navi da crociera. L’istituto geodinamico di Atene ha inoltre segnalato nuove scosse stamattina, con magnitudo variabile tra 2.8 e 4.5, confermando che il fenomeno non ha causato danni.
Santorini, una delle mete turistiche più visitate della Grecia, ha una lunga storia legata alla sua origine vulcanica. L’isola deve la sua forma attuale a una delle eruzioni più violente della storia, avvenuta intorno al 1600 a.C., mentre l’ultima eruzione documentata risale al 1950.


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