Terremoti e rischio vulcanico: la situazione a Santorini spiegata dall’esperto

A causa dell'intensificarsi dello sciame sismico nel mese di febbraio, il governo greco ha dichiarato lo stato di emergenza

Negli ultimi giorni, l’attività sismica che ha colpito l’isola di Santorini e le isole vicine, come Ios, Amorgos e Anafi, sembra avere subito un leggero rallentamento. Tuttavia, secondo Costas Papazachos, capo sismologo del governo greco, la situazione rimane incerta e non si possono escludere ulteriori scosse nelle prossime settimane. “Purtroppo, per ora dobbiamo aspettare. Queste sequenze sismiche non terminano rapidamente, seguono la loro tempistica“, ha dichiarato Papazachos in un’intervista alla radio ERT. “Speriamo che questa particolare sequenza ci sorprenda in modo positivo e si risolva prima del previsto“, ha aggiunto.

Emergenza e misure di sicurezza

A causa dell’intensificarsi dello sciame sismico nel mese di febbraio, il governo greco ha dichiarato lo stato di emergenza per Santorini e le isole circostanti. Le scosse, a volte avvertite ogni pochi minuti, hanno costretto migliaia di residenti e lavoratori a trasferirsi temporaneamente sulla terraferma.

Le scuole delle isole colpite rimangono chiuse per la 3ª settimana consecutiva, mentre le autorità hanno allestito squadre di soccorso e generatori elettrici di emergenza per garantire la sicurezza della popolazione. Inoltre, il governo ha annunciato la creazione di un porto d’emergenza a Santorini per un’eventuale evacuazione su larga scala.

Terremoti a Santorini, cause e monitoraggio scientifico

Santorini, famosa per la sua storia vulcanica caratterizzata da eruzioni catastrofiche, non è attualmente a rischio eruzione, secondo Papazachos. Tuttavia, il magma presente sotto la crosta terrestre sta influenzando l’attività sismica. “La causa principale di questa attività è l’interazione tra processi tettonici e magmatici“, ha spiegato il sismologo. “Ciò non significa che il materiale fuso riuscirà a perforare gli 8 km di crosta e raggiungere la superficie, causando un’eruzione vulcanica“.

Gli scienziati stanno monitorando la situazione attraverso una rete di sensori multipli, analizzando non solo i dati sismografici, ma anche le deformazioni del suolo, le emissioni di gas e le immagini satellitari. “Al momento non possiamo fornire una previsione definitiva, è troppo presto per valutare la lieve riduzione dell’attività sismica. Abbiamo avuto molte sorprese in passato“, ha ammesso Papazachos.

Eventi sismici recenti

Nella giornata di ieri si sono registrati terremoti fino a magnitudo 5.1 nella zona sottomarina tra le isole colpite. Gli esperti continueranno a monitorare l’evoluzione della situazione nelle prossime settimane, sperando che la sequenza sismica si attenui senza ulteriori conseguenze.