Il governo greco ha convocato un incontro straordinario dei comitati scientifici per analizzare l’intensa attività sismica registrata nell’area marina tra Santorini e Amorgos, un fenomeno che sta destando crescente preoccupazione. La regione, già nota per la sua attività tettonica e vulcanica, sta vivendo una sequenza di terremoti che potrebbe avere implicazioni significative per la sicurezza delle isole circostanti. L’incontro, previsto per sabato, riunirà esperti del settore per esaminare i dati più recenti e stabilire eventuali nuove misure di sicurezza, valutando la necessità di prolungare o intensificare le precauzioni già in atto.
Un’intensa attività sismica nell’Egeo
Da fine gennaio la regione delle Cicladi, che include Santorini, Amorgos e Ios, è stata colpita da un numero impressionante di terremoti. Complessivamente, da gennaio si sono verificati più di 19mila terremoti, con alcuni giorni di febbraio che hanno contato oltre 1.000 eventi sismici in 24 ore. Diverse scosse magnitudo 5 hanno riacceso le preoccupazioni degli esperti e della popolazione locale.
A seguito di questi eventi, è stato dichiarato lo stato di emergenza a Santorini e Amorgos, spingendo migliaia di residenti ad abbandonare l’isola per precauzione.
Cosa sta causando i terremoti a Santorini?
Santorini è un’isola di origine vulcanica e, sebbene il vulcano sia ancora considerato attivo, non si ritiene che l’attuale attività sismica sia legata a un’imminente eruzione. Secondo il Laboratorio Sismologico dell’Università di Atene, i terremoti in corso presentano le caratteristiche di uno “sciame sismico“, una sequenza di scosse di intensità simile senza un evento principale dominante.
Gli esperti attribuiscono questo fenomeno all’attivazione di un sistema di faglie, fratture nella crosta terrestre dove avviene un movimento tettonico. Il rilascio improvviso di tensione lungo queste faglie genera i terremoti. Inoltre, nei contesti vulcanici, gli sciami sismici possono essere favoriti dall’intrusione di fluidi nelle faglie, che ne facilitano la rottura.
Quali sono gli scenari futuri?
Al momento, non esiste un metodo affidabile per prevedere l’evoluzione di questa sequenza sismica. Gli scienziati hanno delineato 2 possibili scenari:
- L’attività potrebbe gradualmente diminuire in termini di magnitudo e frequenza, ma protrarsi per mesi;
- In alternativa, lo sciame potrebbe innescare la rottura di una faglia più grande, portando a un terremoto principale e a una successiva sequenza di repliche.
Il prof. Costas Papazachos dell’Università di Salonicco ha dichiarato che il monitoraggio è continuo e include dati da sismografi, satelliti e rilevamenti di emissioni gassose. Tuttavia, ha sottolineato l’incertezza della situazione: “Al momento, posso dire onestamente che non abbiamo una previsione definitiva, poiché è troppo presto per valutare l’attuale leggera de-escalation dell’attività sismica. Speriamo che questa particolare sequenza ci sorprenda in modo positivo e si risolva il prima possibile“.
L’incontro di sabato sarà determinante per stabilire le prossime misure di sicurezza e monitoraggio, mentre le autorità invitano la popolazione a mantenere la calma e seguire le indicazioni ufficiali.


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