Terremoti Santorini: nuove forti scosse nell’Egeo, oltre 12.800 in poche settimane

Da gennaio l'isola greca di Santorini e l'area circostante sono state interessate da un'intenso sciame sismico

Santorini è stata scossa da un potente terremoto magnitudo 5.3, il più forte registrato nell’area negli ultimi tempi. L’evento sismico, avvenuto nella serata di lunedì, ha avuto ipocentro a una profondità di 17 km ed è stato avvertito fino ad Atene. Il sisma è stato seguito circa 2 ore dopo da un sisma magnitudo 5, secondo secondo l’Istituto di Geodinamica dell’Osservatorio di Atene. La situazione preoccupa gli esperti, che monitorano un’intensificazione dei fenomeni sismici nella regione.

Terremoti a Santorini, lo sciame sismico

Da gennaio l’isola greca di Santorini e l’area circostante sono state interessate da un’intenso sciame sismico. Secondo il Laboratorio di Sismologia dell’Università di Atene, sono stati rilevati oltre 12.800 terremoti tra il 26 gennaio e l’8 febbraio 2025. La maggior parte di questi eventi ha avuto magnitudo inferiore a 5, ma l’aumento della frequenza e l’intensità crescente destano preoccupazione tra gli esperti.

Il terremoto di ieri segue una scossa magnitudo 5 verificatasi domenica sera tra Santorini e Amorgos, accompagnata da numerose superiori a magnitudo 4. Il fenomeno sismico ha causato frane in diverse zone dell’isola, obbligando le autorità locali a mettere in sicurezza le aree più a rischio e a scoraggiare i turisti dall’avventurarsi in punti pericolosi.

Rischio forte terremoto

Gli scienziati non escludono la possibilità di un evento sismico di maggiore entità. Il professor Kostas Papazachos, sismologo dell’Università Aristotele di Salonicco, ha dichiarato all’emittente greca ERT che la comunità scientifica deve prepararsi alla possibilità che l’attività continui per tutto il mese di febbraio. Sebbene in un primo momento si fosse ipotizzata una graduale diminuzione dell’intensità delle scosse, la recente sequenza suggerisce un andamento più preoccupante.

Tuttavia, le autorità hanno chiarito che l’attuale attività sismica è legata ai movimenti tettonici e non a fenomeni vulcanici. Santorini si trova sull’Arco Vulcanico Ellenico, una catena di isole di origine vulcanica, ma l’ultima grande eruzione risale agli anni ’50.

Stato di emergenza e misure precauzionali

A causa della persistente attività sismica, lo stato di emergenza per Santorini rimarrà in vigore almeno fino al 3 marzo. Oltre 11mila persone hanno lasciato l’isola, mentre le scuole rimarranno chiuse su Santorini, Amorgos e altre isole dell’arcipelago fino al 14 febbraio. Squadre della Special Disaster Response Unit si sono recate ad Amorgos da Patrasso con veicoli di soccorso specializzati per rispondere ad eventuali emergenze, mentre tecnici stanno ispezionando la rete elettrica dell’isola per verificare eventuali danni.

Nonostante il gran numero di scosse registrate, non sono stati segnalati danni significativi agli edifici di Santorini o Amorgos, né feriti tra la popolazione. Tuttavia, le autorità raccomandano massima prudenza alla popolazione locale e ai visitatori.

Santorini, impatto sul turismo

L’intensa attività sismica ha avuto ripercussioni anche sul settore turistico. La nave da crociera Viking Star, con a bordo 893 passeggeri e 470 membri dell’equipaggio, ha cambiato rotta per evitare il sovraffollamento della funivia di Santorini durante il terremoto, attraccando invece al porto di Souda, a Creta. Si trattava della prima nave da crociera della stagione prevista per l’isola, ma le incertezze legate alla situazione sismica potrebbero influire negativamente sugli arrivi turistici nei prossimi mesi.

Un fenomeno sismico anomalo

Greci e scienziati sono sorpresi dalla natura dei terremoti recenti. Sebbene la Grecia sia uno dei paesi più sismicamente attivi d’Europa, questa sequenza sismica è caratterizzata da “cluster” di scosse non associate a un singolo grande evento. Ciò rende difficile prevedere l’evoluzione del fenomeno, sebbene i sismologi siano concordi nel ritenere che la situazione vada monitorata attentamente nelle prossime settimane.

In un contesto di incertezza, la speranza è che la situazione torni presto alla normalità. Gli esperti, tuttavia, invitano alla cautela, ricordando che non è possibile prevedere con precisione l’andamento dello sciame sismico.