Terremoti Santorini, lo sciame sismico rallenta: migliaia di persone sono tornate sull’isola

"L'attività sismica continua a mostrare un declino graduale"

Lo sciame sismico che ha colpito Santorini e le vicine isole dell’Egeo sta gradualmente diminuendo, secondo quanto riportato dagli scienziati greci che monitorano il fenomeno. L’attività sismica, iniziata oltre un mese fa, ha causato l’evacuazione di migliaia di residenti e lavoratori dalle celebri città costruite sulle scogliere, oltre a chiusure scolastiche e restrizioni in corso ormai da 4 settimane.

Secondo il Comitato Interdisciplinare per la Gestione del Rischio e delle Crisi dell’Università di Atene, la frequenza e l’intensità dei terremoti stanno diminuendo. “L’attività sismica continua a mostrare un declino graduale, sia in termini di numero giornaliero di terremoti registrati che di magnitudo massima“, ha dichiarato il comitato in una nota ufficiale.

Lo sciame sismico ha avuto il suo epicentro sotto il fondale marino e, secondo gli esperti, è dovuto a processi tettonici naturali combinati con movimenti del magma sotto il fondale marino. Dal 26 gennaio al 22 febbraio sono stati registrati oltre 21mila eventi sismici. La scossa più forte, di magnitudo 5.3, ha causato solo danni minori, ma ha generato preoccupazione tra la popolazione.

Santorini, migliaia di persone sono tornate sull’isola

Le autorità locali stanno ora cercando di ripristinare la normalità. Il sindaco di Santorini, Nikos Zorzos, ha dichiarato che diverse migliaia di persone sono tornate sull’isola dalla scorsa settimana, ma ha sottolineato la necessità di ulteriori aiuti governativi per mitigare i rischi residui, tra cui il monitoraggio delle frane e il miglioramento delle barriere protettive sui pendii.

Gli scienziati continuano a monitorare attentamente la situazione: al momento, non sono state registrate nuove ondate microsismiche dal 15 febbraio, un segnale incoraggiante che suggerisce una progressiva stabilizzazione dell’area.