Le isole greche di Santorini, Amorgos, Anafi e Ios stanno affrontando una crisi sismica senza precedenti, con oltre 800 scosse di terremoto magnitudo 3 e superiori dall’inizio di febbraio. Questo fenomeno ha provocato un esodo di massa dalla famosa isola di Santorini, con la fuga della maggior parte degli abitanti, ma anche dei turisti presenti. Nonostante la diminuzione dell’attività sismica, le autorità hanno deciso di mantenere chiuse le scuole delle 4 isole coinvolte almeno fino al 14 febbraio, una misura precauzionale per garantire la sicurezza della popolazione e ridurre i rischi legati ai crolli e ai movimenti del terreno.
Lo sciame sismico a Santorini
Numerose anche nelle scorse ore le scosse registrate nel Mar Egeo, tra le isole di Santorini e Amorgos, con magnitudo superiore a 4.0. La frequenza e l’intensità dei tremori hanno destato preoccupazione, sebbene non siano stati segnalati danni gravi o vittime. Il timore, tuttavia, è che questa sequenza possa essere preludio a eventi più forti, come avvenuto nel 1956, quando un terremoto di magnitudo 7.7 vicino ad Amorgos causò la morte di 53 persone.
L’area colpita si trova vicino alla caldera di Santorini, uno dei luoghi geologicamente più attivi al mondo. Gli esperti, tuttavia, hanno escluso che l’attività sismica recente sia legata all’attività vulcanica della zona, sia della caldera di Nea Kameni che del vulcano sottomarino Kolumbo. Le scosse sembrano essere generate da movimenti nella crosta terrestre sottomarina, un fenomeno che ha attirato l’attenzione dei ricercatori.
Terremoti a Santorini, misure di emergenza e preparazione
La protezione civile greca ha attuato una serie di misure preventive, tra cui la limitazione della circolazione stradale nelle zone vulnerabili alle frane, come Santorini. I militari hanno distribuito generatori elettrici e le squadre di soccorso sono pronte a intervenire in caso di necessità. Inoltre, il governo greco ha stanziato un fondo di 3 milioni di euro per costruire una nuova via di evacuazione nell’area meridionale di Santorini, una delle più vulnerabili.
Durante una visita a Santorini, il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha sottolineato l’importanza di monitorare costantemente l’attività sismica, annunciando anche l’arrivo di navi oceanografiche straniere a marzo per raccogliere dati e migliorare la comprensione dei fenomeni in corso.
Ricerca e monitoraggio sismico, l’importanza dei dati sottomarini
La ricerca scientifica in corso si concentra sul monitoraggio dei movimenti sismici sotto il livello del mare. L’Università di Atene, in collaborazione con l’Organizzazione per la Pianificazione e la Protezione dai Terremoti (OASP), ha avviato l’uso di sismografi subacquei portatili, con l’obiettivo di ottenere dati dettagliati sulla dinamica delle faglie sotto il Mar Egeo. La professoressa Evi Nomikou, esperta di geologia e oceanografia, ha dichiarato a SKAI che, se le condizioni meteorologiche lo consentiranno, i sensori sottomarini saranno installati già nei prossimi giorni, fornendo informazioni cruciali per comprendere meglio la natura del fenomeno.
Aggiungendo ulteriori strumenti di monitoraggio, i ricercatori si preparano anche a lanciare veicoli autonomi subacquei equipaggiati con sensori avanzati. Questi dispositivi, in grado di raggiungere profondità di 500 metri, esploreranno le bocche idrotermali sottomarine, raccogliendo dati vitali che potrebbero rivelare nuovi dettagli sulle forze geotettoniche in gioco.
La partecipazione della comunità scientifica internazionale
Oltre agli esperti locali, è prevista la partecipazione di scienziati stranieri che, a partire da marzo, uniranno le loro risorse per raccogliere ulteriori dati oceanografici. Nomikou ha evidenziato l’importanza di questa collaborazione internazionale, sottolineando che, sebbene la situazione si stia stabilizzando, la ricerca continuerà a lungo per garantire una comprensione approfondita dei fenomeni geologici che stanno interessando la regione.
