Da quasi un mese, la celebre isola vulcanica di Santorini, in Grecia, è interessata da uno sciame sismico che ha epicentro nel braccio di mare tra Santorini e Amorgos. Nonostante negli ultimi giorni l’attività sismica abbia diminuito l’intensità, le autorità greche rimangono caute sui possibili sviluppi del fenomeno. In questo contesto, sono iniziati gli studi per la costruzione di due porti di emergenza per facilitare l’evacuazione dei cittadini nell’eventualità di un forte terremoto o di un’eruzione vulcanica, riporta To Vima. La creazione di due punti di approdo per facilitare l’avvicinamento delle forze di soccorso e l’evacuazione della popolazione era stata annunciata nella settimana scorsa dal Ministro greco della Protezione Civile Vassilis Kikilias.
La necessità di creare nuovi porti di emergenza era stata segnalata dagli esperti visto che il porto principale dell’isola si trova nei pressi di un pendio roccioso che potrebbe rendere complicato l’utilizzo del porto in caso di forte terremoto.
Nella località di Vlychada, nel sud di Santorini, è prevista la costruzione di uno dei due porti di emergenza con l’aiuto dell’esercito. Il sindaco di Santorini, Nikos Zorzos, ha dichiarato che lo studio è stato completato e che il progetto, finanziato dal Ministero della Protezione Civile, sarà completato entro circa dieci mesi dall’inizio dei lavori. Nel frattempo, è in corso la progettazione del secondo porto nell’area di Akra Kolumbos, sul lato nordorientale dell’isola.
