Un terremoto magnitudo 6.0 ha scosso l’Etiopia centrale ieri venerdì 14 febbraio 2025, con epicentro situato a circa 6 km a Nord/Est di Metehara, nella regione di Oromiya, la più grande e popolosa del Paese. L’evento sismico si è verificato ad una profondità relativamente superficiale di 10 km, e, al momento, non sono stati segnalati danni significativi o vittime. L’evento ha però suscitato una forte reazione sui social.
Questa scossa di terremoto è l’ultima di una serie di attività sismiche che hanno interessato la regione negli ultimi mesi. La zona di Oromiya, così come quella di Afar, è infatti teatro di un’intensa attività sismico-vulcanica che ha già causato evacuazioni e danni alle infrastrutture fin da dicembre 2024. La situazione è ulteriormente complicata dalla minaccia di un’imminente eruzione vulcanica, soprattutto dopo i segnali di attività del vulcano Dofan, registrati all’inizio dell’anno.
Un contesto sismico in evoluzione
La sequenza sismica che ha interessato l’Etiopia centrale ha preso piede a partire da settembre 2024, con un numero crescente di scosse, soprattutto nell’area di Awash Fentale, situata tra i vulcani di Mount Fentale e Dofan, nel Parco Nazionale Awash. Questi terremoti, per lo più di bassa magnitudo, sono stati avvertiti in gran parte dell’Etiopia centrale, provocando danni localizzati ma significativi. Tra il 27 settembre e il 2 novembre 2024, un vero e proprio sciame sismico ha interessato la regione, con 17 terremoti di magnitudo superiore a 4.0, tra cui un evento di magnitudo 5.2, che ha avuto il epicentro a circa 28 km a Nord/Est di Awash.
Le scosse di ottobre 2024 hanno interessato in particolare la regione di Oromiya, con 2 terremoti significativi, uno dei quali ha causato preoccupazione anche nella capitale Addis Abeba. Nonostante i danni limitati, la continua attività sismica ha mantenuto alta la tensione nella popolazione, ed il 21 dicembre 2024 è iniziato un nuovo sciame sismico, questa volta con 280 scosse superiori a magnitudo 4.0, concentrandosi intorno al Monte Fentale.
La minaccia vulcanica
A partire dal gennaio 2025, sono stati registrati segni di attività vulcanica, con emissioni di vapore dalla zona circostante il vulcano Dofan. Ciò ha spinto le autorità ad evacuare alcuni residenti, trasferendoli in rifugi temporanei. Il 4 gennaio, un terremoto di magnitudo 5.7 ha colpito la regione, seguito da un calo dell’attività sismica nelle settimane successive, fino al terremoto del 14 febbraio.
In questo contesto di instabilità geologica, le previsioni sul futuro della regione rimangono incerte.
