Forte scossa di terremoto in Sicilia. L’INGV segnala un sisma di magnitudo 4.8 avvenuto alle 16:19 di oggi, venerdì 7 febbraio, al largo della costa settentrionale della Sicilia. In particolare, l’epicentro è stato individuato in mare tra le isole di Alicudi e Filicudi, alle Eolie, mentre la profondità è di 17km. Il risentimento sismico è stato enorme: il terremoto è stato distintamente avvertito nelle città di Messina e Reggio Calabria, ma anche a Catania e Palermo. A Cefalù e Capo d’Orlando, sulla costa settentrionale della Sicilia, la gente è scesa in strada, in preda alla paura.
Anche a Messina città, la gente si è riversata in strada spaventata: tanta paura tra i cittadini che hanno preso d’assalto il centralino del numero unico d’emergenza 112. Tuttavia, non sono arrivate segnalazioni di danni ai Vigili del Fuoco di Messina.
Scossa avvertita anche a Reggio Calabria: il movimento tellurico, stimato di tipo sussultorio, ha interessato in particolare i quartieri a sud del centro cittadino. Numerosi cittadini hanno contatto i numeri di emergenza dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’ordine, ma al momento non si segnalano danni.
“Abbiamo percepito la scossa ma non in maniera eccessiva. Io ero in macchina e non l’ho avvertita ma chi stava a terra l’ha sentita più forte. Grazie a Dio non ci sono stati danni, fino a questo momento. Stiamo facendo una ricognizione“, ha detto all’Adnkronos il sindaco di Filicudi Riccardo Gullo.
“A seguito dell’evento sismico registrato alle 16.19 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, in provincia di Messina, con epicentro localizzato in mare, nell’area delle Isole Eolie, con magnitudo ML 4.8, la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile. Dalle prime verifiche effettuate, in seguito all’evento non risulterebbero danni a persone o cose”. Lo rende noto la Protezione Civile.
“Si tratta di un’area di dinamica attiva, quindi è caratterizzata da eventi sismici”, ha detto all’AGI Stefano Branca, direttore dell’INGV di Catania. “La zona – ha proseguito Branca – è fortemente sismica con strutture tettoniche attive che attraversano tutto il Tirreno”.

Terremoto Sicilia, l’analisi dell’INGV

La scossa di magnitudo 4.8 è stata seguita da altre 3 di magnitudo inferiore, compresa tra 2.5 e 3.4 (aggiornamento ore 17:30). Secondo quanto segnalano gli esperti dell’INGV in un articolo pubblicato sul blog INGVterremoti, “la zona interessata dalla sequenza sismica in corso appartiene a una più ampia fascia di deformazione ben nota per la sismicità precedente. Si tratta di una fascia orientata in senso circa est-ovest che corre parallelamente alla costa settentrionale siciliana (30-50 km a nord di essa) che in passato ha avuto terremoti di magnitudo fino a circa 6, tra i quali ricordiamo quello al largo di Palermo nel settembre 2002″.
“Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, quest’area dell’Arcipelago Eoliano è stata colpita storicamente da diversi eventi sismici, molti dei quali di magnitudo pari o superiore a magnitudo 5: in particolare i terremoti del 28 maggio 1980 (Mw 5.7), 5 marzo 1823 (Mw 5.8), 27 gennaio 1939 (Mw 5.1) che provocò un VII grado MCS all’Isola di Filicudi”, spiegano gli esperti INGV.
“Se si guarda la sismicità più recente dal 1985 in poi, l’area è stata interessata da una attività sismica molto frequente con alcune sequenze come quella del 2021 (magnitudo massima Mw 4.2) e del 2023 (magnitudo massima ML 4.1) a nord ovest dell’area epicentrale odierna”, continuano gli esperti.
“L’evento sismico è stato risentito in tutto l’Arcipelago delle Isole Eolie ma anche nella costa settentrionale della Sicilia e nella Calabria meridionale”, concludono gli esperti INGV.