Allarme in Australia: il caldo “cuoce” i coralli della barriera di Ningaloo

Inserita nel patrimonio mondiale dell’UNESCO, la barriera di Ningaloo si estende per circa 300 km

La barriera corallina di Ningaloo, un gioiello naturale dell’Australia occidentale, sta vivendo una crisi senza precedenti. Secondo l’oceanologa Kate Quigley della Minderoo Foundation, l’aumento record delle temperature oceaniche ha letteralmente “cotto” i coralli durante l’estate australe. Questo fenomeno drammatico, che finora aveva risparmiato la barriera di Ningaloo, si aggiunge agli episodi di sbiancamento di massa già osservati sulla Grande Barriera Corallina a est del continente.

Sbiancamento senza precedenti

Inserita nel patrimonio mondiale dell’UNESCO, la barriera di Ningaloo si estende per circa 300 km ed è nota per la sua straordinaria biodiversità. Tuttavia, quest’anno la temperatura dell’acqua sulla costa occidentale dell’Australia ha registrato un aumento fino a 3°C sopra la media. I primi studi indicano che lo sbiancamento non si limita agli strati superficiali della barriera, ma ha colpito diverse specie di coralli in profondità.

Questo fenomeno si verifica quando l’aumento della temperatura oceanica supera una soglia critica, portando i coralli a espellere le alghe simbionti che forniscono loro energia e colore. Il risultato è uno scheletro calcareo bianco, segnale di un ecosistema in pericolo.

Il riscaldamento globale minaccia le barriere coralline

Il 2024 è stato registrato come l’anno più caldo di sempre, con effetti devastanti sugli ecosistemi marini. Secondo la NOAA, l’80% delle barriere coralline mondiali ha subito danni da sbiancamento tra gennaio 2023 e marzo 2025.

L’oceanologa Quigley ha sottolineato come la simultanea degradazione delle barriere di Ningaloo e della Grande Barriera Corallina – situate a migliaia di km di distanza – sia un segnale del cambiamento climatico. Oltre al riscaldamento globale, fattori come pesca eccessiva e inquinamento aggravano ulteriormente la crisi.