Allerta Tempesta Geomagnetica per l’Equinozio, CME punta la Terra

A rendere particolarmente interessante questo evento è il cosiddetto effetto Russell-McPherron

Il 20 marzo, in concomitanza con l’equinozio di primavera, potrebbe verificarsi una tempesta geomagnetica classe G1. Secondo un modello sviluppato dalla NASA, una espulsione di massa coronale (CME) proveniente dal Sole sfiorerà il campo magnetico terrestre. Sebbene la parte principale dell’espulsione non sia diretta verso il nostro pianeta, il suo bordo esterno potrebbe entrare in contatto con la magnetosfera terrestre, provocando perturbazioni geomagnetiche.

A rendere particolarmente interessante questo evento è il cosiddetto effetto Russell-McPherron, che amplifica l’interazione tra il vento solare e il campo magnetico terrestre durante gli equinozi. Studi a lungo termine dimostrano che il mese di marzo è il periodo dell’anno con maggiore attività geomagnetica, seguito da settembre e ottobre, proprio a causa di questo effetto.

Cosa sono esattamente una CME, una tempesta geomagnetica e l’effetto Russell-McPherron? Approfondiamo questi concetti.

Cos’è un’espulsione di massa coronale (CME)?

Una espulsione di massa coronale (CME) è un’imponente eruzione di plasma e campi magnetici dalla corona solare, lo strato più esterno dell’atmosfera del Sole. Queste esplosioni possono scagliare miliardi di tonnellate di particelle cariche nello Spazio a velocità che vanno da 250 a oltre 3.000 km/s.

Quando una CME è diretta verso la Terra, il plasma interagisce con il campo magnetico terrestre, potenzialmente innescando tempeste geomagnetiche. A seconda dell’intensità dell’espulsione, gli effetti possono variare da aurore spettacolari a interruzioni nei sistemi di comunicazione satellitare e nelle reti elettriche.

Cos’è una tempesta geomagnetica?

Una tempesta geomagnetica è una perturbazione temporanea del campo magnetico terrestre causata dall’interazione con il vento solare, in particolare con CME e raffiche di vento solare veloce. L’intensità di una tempesta geomagnetica è classificata secondo la scala NOAA, che va da G1 (lieve) a G5 (estrema).

Gli effetti di una tempesta geomagnetica possono includere:

  • Aurore boreali e australi più intense e visibili a latitudini insolite;
  • Disturbi nelle comunicazioni radio, in particolare nelle frequenze HF utilizzate da aerei e servizi militari;
  • Problemi nei sistemi GPS, che possono subire errori nella localizzazione;
  • Fluttuazioni nelle reti elettriche, che in casi estremi possono causare blackout, come avvenuto nel 1989 in Québec.

Le tempeste geomagnetiche più forti sono spesso associate a CME particolarmente potenti, ma anche eventi minori, come quello previsto per il 20 marzo, possono generare disturbi significativi.

Cos’è l’effetto Russell-McPherron?

L’effetto Russell-McPherron è un fenomeno scoperto negli anni ’70 dai ricercatori Christopher Russell e Robert McPherron, che spiega perché le tempeste geomagnetiche sono più frequenti durante gli equinozi. Questo effetto si verifica perché, nei periodi di equinozio (marzo e settembre), il campo magnetico del Sole e quello della Terra possono allinearsi in modo favorevole. Quando i 2 campi magnetici si “agganciano”, si crea una sorta di autostrada magnetica che facilita l’ingresso del vento solare nella magnetosfera terrestre.

L’analisi di dati raccolti negli ultimi 75 anni mostra che marzo è il mese con la maggiore attività geomagnetica, seguito da settembre e ottobre. Questo spiega perché anche una CME relativamente debole, come quella attesa il 20 marzo, può comunque generare una tempesta geomagnetica.

Tempesta geomagnetica in arrivo

L’evento previsto per il 20 marzo è un esempio perfetto di come fattori astronomici e magnetici possano combinarsi per influenzare il nostro pianeta. Sebbene si tratti di una tempesta geomagnetica lieve (G1), è interessante notare come l’effetto Russell-McPherron amplifichi l’interazione tra il vento solare e la Terra. Per gli appassionati di astronomia e per chi si trova a latitudini elevate, potrebbe essere un’ottima occasione per osservare aurore più spettacolari del solito.