Alluvione Emilia Romagna, si muove la frana a San Benedetto: gli interventi in corso

Per la frana a San Benedetto, "c'è un sistema di monitoraggio e sono previsti interventi per dare stabilità a valle della frana"

Continua a muoversi la frana di San Benedetto Val di Sambro, sull’Appennino bolognese, che si è riattivata in località Ca’ di Sotto a causa dell’alluvione che nel 2024 ha colpito l’Emilia Romagna. E la preoccupazione dei cittadini arriva in Regione. A chiedere “tempi certi per la messa in sicurezza dell’area interessata” è il consigliere di Rete Civica, Marco Mastacchi. A cui oggi, in Assemblea legislativa, replica la sottosegretaria alla presidenza della Regione, Manuela Rontini, che assicura: “non è corretto dire che il luogo non è presidiato. È stato uno dei primi sopralluoghi ufficiali che ho effettuato il 20 dicembre scorso e il 6 febbraio c’è stato un sopralluogo in loco richiesto dal sindaco”.

La frana, “che ha ripreso a muoversi – spiega Rontini -, è oggetto di interventi di somma urgenza per dare sbocco al torrente Sambro. C’è un sistema di monitoraggio e sono previsti interventi per dare stabilità a valle della frana. Se dovesse verificarsi un’importante piena del Sambro, entrerebbe in funzione un canale scolmatore e un’elettropompa”. La Regione, precisa la sottosegretaria, “ha già messo a disposizione risorse per 1,15 milioni di euro. Sui risarcimenti danni si è raggiunto l’accordo di 5.000 euro per cittadini e 20.000 euro per le attività, che abbiamo sollecitato affinché siano al più presto disponibili”.

La replica di Mastacchi

Quando sono stato sul posto, sollecitato dai cittadini, non c’era alcun presidio – testimonia Marco Mastacchi – che è cosa diversa dall’effettuare controlli. La popolazione è preoccupata e vuole essere informata sul fatto che dietro c’è un lavoro importante. Speriamo che ci sia la soluzione a tutela delle persone, delle attività e del territorio. Invito a fare una comunicazione più puntuale per tranquillizzare i cittadini”.  

Le maggiori preoccupazioni dei cittadini, spiega ancora Mastacchi, “riguardano la formazione di un lago, a seguito della recente riattivazione della frana, in una dimensione più ampia che in passato, mettendo a rischio abitazioni, infrastrutture e la sicurezza dei residenti. Il piede della frana sta continuando a muoversi e la gestione dell’invaso si basa su un sistema di pompaggio per tenere basso il livello del lago che però ha già dimostrato di non essere adeguato a gestire eventi significativi anche non eccezionali”, avverte il consigliere di Rete Civica.