Gli astronauti “bloccati” sono tornati sulla Terra: portati via in barella, ecco perché | FOTO e VIDEO

Il rientro è avvenuto ieri alle 22:57 ora italiana, con ammaraggio nel Golfo del Messico

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Dopo oltre 9 mesi nello Spazio, gli astronauti della NASA SunitaSuniWilliams e BarryButchWilmore sono finalmente tornati sulla Terra, concludendo una missione che doveva durare durare solo 12 giorni. Il loro rientro, avvenuto a bordo della capsula Crew Dragon di SpaceX, segna un capitolo importante nella storia dell’esplorazione spaziale.

Un viaggio più lungo del previsto

Williams e Wilmore erano partiti nel giugno 2024 a bordo della capsula CST-100 Starliner di Boeing, nell’ambito del primo volo con equipaggio di questo nuovo veicolo spaziale. Tuttavia, problemi tecnici come perdite di elio e il surriscaldamento dei propulsori hanno spinto la NASA a decidere di far rientrare la capsula senza equipaggio. Gli astronauti sono quindi rimasti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) molto più a lungo del previsto, diventando membri dell’Expedition 72.

Durante la loro permanenza sulla ISS, hanno condotto centinaia di esperimenti scientifici, mantenuto i sistemi della stazione e partecipato a 3 attività extraveicolari (EVA). Nel frattempo, la NASA ha deciso di farli rientrare con la Crew Dragon “Freedom” di SpaceX, con i membri della missione Crew-9: l’astronauta NASA Nick Hague e il cosmonauta di Roscosmos Aleksandr Gorbunov.

Il rientro è avvenuto ieri alle 22:57 ora italiana, con ammaraggio nel Golfo del Messico. Dopo lo splashdown, le squadre di recupero di SpaceX hanno assicurato la capsula e aiutato gli astronauti a uscire per i controlli medici di routine.

Gli astronauti Crew-9 rientrano sulla Terra: lo splashdown

Perché gli astronauti vengono portati via in barella?

Un dettaglio che ha attirato l’attenzione dei media è stato il fatto che Williams e Wilmore sono stati estratti dalla capsula e immediatamente fatti distendere su delle barelle. Ciò non è dovuto a un problema di salute specifico, ma è una prassi standard per chi torna sulla Terra dopo una lunga permanenza nello Spazio.

La microgravità influisce significativamente sul corpo umano. Uno degli effetti principali è la perdita di massa muscolare e densità ossea. Anche con un programma giornaliero di esercizi intensi a bordo della ISS, gli astronauti sperimentano un indebolimento muscolare dovuto alla mancanza di carico gravitazionale.

Inoltre, la permanenza nello Spazio altera il sistema vestibolare dell’orecchio interno, che è responsabile dell’equilibrio. Senza gravità, il cervello si abitua a un nuovo modo di percepire il movimento, e il ritorno sulla Terra può causare una sorta di “mal di Spazio”, con vertigini e nausea simili al mal di mare. Per questo motivo, al momento dell’estrazione dalla capsula, gli astronauti vengono trasportati su barelle per garantire un recupero sicuro.

Lezioni per il futuro dell’esplorazione spaziale

La missione di Williams e Wilmore ha fornito dati preziosi sugli effetti della permanenza prolungata nello Spazio, un aspetto cruciale per future missioni su Marte o oltre. Attualmente, il record di permanenza continua nello Spazio è detenuto dal cosmonauta russo Valeri Polyakov, che ha trascorso 437 giorni sulla stazione Mir negli anni ’90. Studi come quelli condotti su Williams e Wilmore aiuteranno gli scienziati a sviluppare strategie per mitigare gli effetti della microgravità su missioni di lunga durata.

Inoltre, il fallimento del Starliner rappresenta un campanello d’allarme per Boeing e la NASA. Se da un lato la capsula è riuscita a tornare sulla Terra senza danni, dall’altro i problemi riscontrati mostrano quanto sia difficile certificare un nuovo veicolo per il trasporto umano nello Spazio. Nel frattempo, SpaceX continua a dimostrare l’affidabilità di Crew Dragon, ormai un pilastro del programma spaziale statunitense.