Bove ‘indemoniato’, morsi in ambulanza e amnesia selettiva: cosa è successo dopo il malore

Bove ha rivelato di aver avvertito un crescente senso di vertigine durante il match, al punto da accasciarsi fingendo di allacciarsi

Edoardo Bove, centrocampista della Fiorentina, ha raccontato nuovi dettagli sul malore che lo ha colpito durante la partita Fiorentina-Inter dello scorso 1° dicembre. In un’intervista al podcast Passa dal BSMT, il calciatore ha spiegato di aver vissuto momenti di grande confusione e di non ricordare chiaramente quanto accaduto dopo la perdita di conoscenza. Bove ha rivelato di aver avvertito un crescente senso di vertigine durante il match, al punto da accasciarsi fingendo di allacciarsi una scarpa per prendere tempo. Tuttavia, la situazione è rapidamente degenerata fino allo svenimento. Una volta caricato sull’ambulanza per il trasporto all’ospedale Careggi di Firenze, il centrocampista ha manifestato un comportamento estremamente agitato, arrivando addirittura a cercare di mordere il personale sanitario. “Ero indemoniato, mi hanno raccontato che cercavo di mordere tutti”, ha dichiarato, aggiungendo di non avere alcun ricordo del viaggio in ambulanza.

Dopo il ricovero, Bove ha sperimentato un’amnesia selettiva, fenomeno che lo ha lasciato sorpreso e incredulo. Solo grazie ai racconti delle persone presenti ha potuto ricostruire quanto successo nei momenti immediatamente successivi al malore. L’episodio ha sollevato interrogativi anche sullo stato di salute del giovane giocatore, sebbene non siano emerse patologie gravi in seguito agli accertamenti medici.

Bove ‘indemoniato’

Il comportamento descritto da Edoardo Bove, ovvero l’essere “indemoniato” e tentare di mordere le persone durante il suo arresto cardiaco, può essere spiegato da diversi fattori fisiologici e neurologici legati alla mancanza di ossigeno al cervello e alla risposta del sistema nervoso.

Perché succede?

  • Ipossia cerebrale e danni neurologici transitori

Durante un arresto cardiaco, il cuore smette di pompare sangue, causando un’immediata riduzione dell’ossigeno disponibile per il cervello (ipossia cerebrale). Questo può portare a comportamenti incontrollati e riflessi primitivi, simili a quelli osservati nei pazienti con crisi epilettiche o encefalopatie.

  • Attivazione del sistema nervoso simpatico

Il corpo può reagire a situazioni estreme con una scarica di adrenalina e altri neurotrasmettitori, provocando reazioni aggressive o movimenti inconsulti. Alcuni pazienti che subiscono rianimazione (RCP) possono manifestare agitazione, confusione e movimenti violenti al momento del recupero.

  • Fenomeni di “Lotta o Fuga” (Fight or Flight Response)

Il cervello umano, in condizioni di forte stress fisiologico, può entrare in una modalità di sopravvivenza estrema, dove la persona agisce d’istinto senza alcun controllo razionale. Questo potrebbe spiegare il comportamento “aggressivo” riportato da Bove.

  • Delirio post-rianimazione

Dopo il recupero da un arresto cardiaco, alcuni pazienti manifestano delirium ipossico, un’alterazione temporanea della coscienza che porta a confusione, agitazione e comportamenti strani. Anche il trauma psicologico dell’evento può contribuire a queste reazioni anomale.

Eventi simili in medicina sportiva

Episodi di comportamenti inconsulti post-svenimento o post-rianimazione sono già stati documentati in altri atleti. Ad esempio, calciatori o giocatori di football che hanno subito forti traumi cranici o episodi di arresto cardiaco sono stati visti reagire con movimenti disordinati, urla o tentativi di lotta contro medici e soccorritori.

L’amnesia selettiva

L’amnesia selettiva è un tipo di amnesia dissociativa che si caratterizza per l’incapacità di ricordare specifici eventi o informazioni legati a esperienze particolarmente stressanti o traumatiche, mentre altre memorie rimangono intatte. Dal punto di vista medico, questa condizione è spesso associata a disturbi psicologici piuttosto che a danni neurologici strutturali.

Cause e meccanismi neurologici

L’amnesia selettiva è generalmente di origine psicogena e può derivare da:

  • Traumi psicologici (abusi, violenze, guerre, incidenti gravi)
  • Stress emotivo estremo
  • Disturbo da stress post-traumatico (PTSD)
  • Disturbo dissociativo

A livello cerebrale, si ipotizza che siano coinvolte:

  • L’amigdala, che regola le emozioni e la risposta alla paura, contribuendo a “bloccare” il recupero di ricordi traumatici.
  • L’ippocampo, responsabile della formazione e del recupero della memoria, potrebbe subire alterazioni funzionali in risposta a eventi traumatici.
  • La corteccia prefrontale, coinvolta nella regolazione cognitiva e nel controllo delle emozioni, può modulare il processo di rimozione o repressione dei ricordi.

Sintomi

  • Incapacità di ricordare eventi specifici, spesso legati a un trauma
  • Preservazione di altre funzioni cognitive e della memoria generale
  • Possibile insorgenza di ansia, depressione o altri disturbi dissociativi

Diagnosi

La diagnosi si basa su:

  • Anamnesi clinica per escludere cause organiche
  • Test neuropsicologici per valutare il funzionamento della memoria
  • Indagini neurologiche (risonanza magnetica, EEG) per escludere patologie cerebrali
  • Valutazione psichiatrica per individuare eventuali disturbi dissociativi o traumi sottostanti

Trattamento

Il trattamento si concentra sulla rielaborazione del trauma e può includere:

  • Psicoterapia (terapia cognitivo-comportamentale, EMDR per il PTSD, terapia ipnotica)
  • Farmacoterapia (antidepressivi o ansiolitici, se presenti sintomi associati)
  • Terapie complementari (mindfulness, tecniche di rilassamento).