Un vasto buco coronale si è aperto nell’atmosfera del Sole, rilasciando un flusso di vento solare diretto verso la Terra. Gli scienziati della NASA, attraverso il Solar Dynamics Observatory (SDO), stanno monitorando questa struttura, che si estende su gran parte dell’emisfero meridionale della nostra stella. Le immagini del satellite mostrano un’area scura nella corona solare, segno dell’assenza di gas caldo e luminoso normalmente presente.
Secondo le previsioni dello Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), il flusso di particelle solari potrebbe colpire la Terra già oggi 25 marzo, causando una tempesta geomagnetica di classe G2. Questo fenomeno potrebbe influenzare le comunicazioni radio, le reti elettriche e generare spettacolari aurore boreali a latitudini più basse del solito.
Cos’è un buco coronale?
I buchi coronali sono regioni della corona solare – lo strato più esterno dell’atmosfera del Sole – dove il campo magnetico solare si apre verso lo Spazio, permettendo al vento solare di fuoriuscire con maggiore facilità. In queste aree, il plasma caldo e luminoso è meno denso rispetto al resto della corona, il che le rende più scure nelle immagini catturate dagli osservatori spaziali. Questi fenomeni possono persistere per giorni o addirittura settimane. Posizione e dimensione influenzano direttamente il flusso di particelle cariche che raggiunge la Terra.

Cos’è il vento solare?
Il vento solare è un flusso costante di particelle cariche (soprattutto protoni ed elettroni) che il Sole emette nello Spazio interplanetario. Questo flusso si muove a velocità variabili, generalmente comprese tra 300 e 800 km/s. Quando il vento solare interagisce con il campo magnetico terrestre, può provocare disturbi geomagnetici, influenzando satelliti, reti elettriche e le comunicazioni radio ad alta frequenza. Durante i periodi di intensa attività solare, il vento solare può diventare particolarmente forte, causando tempeste geomagnetiche.
Cos’è una tempesta geomagnetica?
Una tempesta geomagnetica è una perturbazione temporanea della magnetosfera terrestre, causata dall’interazione tra il vento solare e il campo magnetico del nostro pianeta. Questi eventi sono classificati su una scala da G1 (debole) a G5 (estrema).
Nel caso specifico, la NOAA prevede una tempesta di classe G2, che può provocare:
- Aurore boreali più intense, visibili a latitudini più basse del solito;
- Disturbi nelle comunicazioni radio, in particolare sulle frequenze HF utilizzate per la navigazione e le comunicazioni a lunga distanza;
- Fluttuazioni nelle reti elettriche, con possibili sovraccarichi nei trasformatori ad alta tensione;
- Disturbi ai satelliti, che possono subire alterazioni nelle loro orbite o malfunzionamenti nei sistemi di comunicazione.
Le tempeste geomagnetiche più forti della storia hanno avuto impatti significativi, come il famoso evento di Carrington del 1859, che causò incendi nelle stazioni telegrafiche e rese le aurore boreali visibili fino ai tropici.



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