Eni spa aveva incaricato le imprese Sergen/Nolitalia di modificare l’impianto di Calenzano (Firenze), per convertire una linea dismessa della benzina a una nuova per biocarburante (olio biovegetale idrotrattato, l’Hvo). Durante questi lavori – ha spiegato la procura di Prato – il 9 dicembre 2024 sono partite quattro esplosioni al deposito Eni di Calenzano. È successo per la fuoriuscita a pressione da una fessura di una nube di aerosol di benzina. Il procuratore Luca Tescaroli ha spiegato che c’è stata una perdita da quella fessura, che si è verificata in una flangia svitata da addetti della Sergen/Nolitalia, sotto una valvola, la n.577 che fa parte della tubazione dismessa della benzina.
Il problema è stato che tale valvola doveva essere rimossa come deciso in un sopralluogo con Eni il 18 novembre. Ma il 9 dicembre la stessa linea dismessa era ancora collegata – tramite un’altra valvola, la n.575, aperta il 9 dicembre – a un’altra tubazione che riceveva ancora benzina da un condotto del diametro di otto pollici. Quando per fare il carico delle autobotti, una linea funzionante accanto a quella dismessa ha cominciato a pompare benzina, una parte di carburante ha raggiunto il punto di avaria, la fessura causatasi nella manutenzione, ed è uscita, trovando come fattore di innesco il motore caldo di un carrello elevatore usato dai tecnici Sergen. Sono passati 33 secondi dall’uscita di benzina alla prima esplosione alle ore 10, 21 minuti e 51 secondi.



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