Cambiamento climatico, netto divario tra promesse e azioni concrete: lo studio

Uno studio su 197 Paesi svela che anche se molti hanno assunto degli impegni, la loro attuazione è altamente disomogenea

La corsa globale verso la neutralità carbonica ha preso slancio, ma il divario tra promesse ed azioni concrete rimane netto. È quanto emerge da un nuovo studio guidato dall’Università di Tsinghua, in Cina, e pubblicato sulla rivista Environmental Science and Ecotechnology. La ricerca valuta 197 Paesi in relazione a quattro dimensioni chiave della lotta al cambiamento climatico (obiettivi, politiche, azioni ed efficacia), rivelando che se molti Paesi hanno assunto degli impegni in proposito, l’attuazione degli stessi è altamente disomogenea.

Lo studio segnala che 151 Paesi si sono impegnati a raggiungere la neutralità carbonica, con 120 che hanno trasformato questi impegni in quadri normativi. Tuttavia, la messa in campo dei passi necessari al raggiungimento di questi impegni, pur se in via di miglioramento, non riesce a tenere dietro alle linee tracciate dai governi. Ad esempio, la capacità globale di produzione di energie da fonti rinnovabili si espanderà solo a 2,7 volte il livello del 2022 entro il 2030, al di sotto dell’obiettivo di triplicazione necessario.

Lo studio evidenzia anche forti disparità regionali: mentre Cina, Stati Uniti e Unione Europea guidano l’espansione delle energie rinnovabili, molte nazioni in via di sviluppo hanno gravi difficoltà nel comparto a causa di un supporto finanziario e tecnologico inadeguato.

Questi risultati sottolineano l’urgente necessità di una più forte collaborazione internazionale, maggiori investimenti e meno barriere alla diffusione della tecnologia per colmare il divario di attuazione. “Mentre gli impegni globali per la neutralità del carbonio stanno crescendo, la vera sfida sta nel trasformare queste promesse in politiche attuabili e progressi misurabili”, afferma il Prof. Wenjia Cai, autore principale dello studio. “I nostri risultati evidenziano l’urgente necessità di una più profonda cooperazione internazionale e di un maggiore sostegno finanziario, in particolare per i Paesi in via di sviluppo, per garantire che gli ambiziosi obiettivi di neutralità del carbonio si traducano in risultati concreti”.