Lo scioglimento dei ghiacci marini artici rischia di sconvolgere una delle correnti più importanti per il nostro clima, la AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation). È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato su Journal of Geophysical Research Oceans e guidato dall”Università di Goteborg e dall’Istituto tedesco Alfred Wegener. Gli autori hanno scoperto che il riscaldamento globale e il conseguente assottigliamento dei ghiacci sta influenzando profondamente la Beaufort Gyre, una delle maggiori correnti di acqua del Mare Artico. Immagazzinando o rilasciando acqua dolce, questa corrente determina le proprietà dell’oceano sia all’interno dell’Artico sia in zone remote come il Nord Atlantico.
A causa delle temperature più alte nell’Artico, la Beaufort Gyre si sta indebolendo, rilasciando sempre più acqua dolce. Se questo processo continuerà, l’acqua dolce, prima immagazzinata nei ghiacci lungo il percorso della Beaufort Gyre, tenderà sempre più a raggiungere il Nord Atlantico, potenzialmente mettendo a rischio di collasso l’AMOC.
“I risultati di questo studio – ha dichiarato Céline Heuzé, docente di climatologia presso l’Università di Goteborg ed esperta di oceani profondi e ghiaccio marino – ci fanno temere che la riduzione del ghiaccio marino nella zona potrebbe portare a un punto di non ritorno in cui l’AMOC collasserà”.
L’AMOC, di cui fa parte la Corrente del Golfo, è di grande importanza per il clima in Scandinavia, poiché trasporta acqua calda alle alte latitudini nell’emisfero settentrionale. Un suo venir meno potrebbe sconvolgere profondamente il clima dell’Europa, in particolare di quella settentrionale.


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