Clima, OCSE: Parigi a rischio grave siccità dopo il 2050

Potrebbe costare fino a 2,5 miliardi di euro in perdite economiche entro il 2100

Parigi e la sua regione si trovano di fronte a una minaccia crescente: la siccità a lungo termine. Secondo un rapporto dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), il fenomeno potrebbe costare fino a 2,5 miliardi di euro in perdite economiche entro il 2100. Sebbene la capitale francese non affronti ancora restrizioni severe come quelle imposte a Barcellona nel 2024, il rischio per il futuro è concreto.

Un equilibrio fragile

Finora, Parigi ha retto grazie a un’efficace rete di infrastrutture idriche, tra cui 4 laghi artificiali che aiutano a mantenere i livelli dell’acqua. Tuttavia, il cambiamento climatico sta aggravando il problema: la regione ha già registrato un aumento medio delle temperature di 2 gradi dal 1990. Questo fenomeno riduce il livello delle falde acquifere, favorisce la siccità e intensifica le ondate di calore.

Impatto su economia e popolazione

La scarsità d’acqua potrebbe perturbare gravemente le attività economiche, con danni soprattutto nei settori agricolo e manifatturiero. L’agricoltura, che occupa il 50% della superficie della regione, ha già visto il suo fabbisogno idrico raddoppiare dal 2012 e potrebbe aumentare del 45% entro il 2050. Inoltre, le grandi città, con il suolo impermeabilizzato, riducono la capacità di ricarica delle falde, rendendo i residenti più vulnerabili alla crisi idrica.

Possibili soluzioni

L’OCSE sottolinea l’urgenza di una strategia di prevenzione per evitare restrizioni drastiche come quelle che, in caso di una siccità estrema come quella del 1921, potrebbero durare oltre 150 giorni. Ridurre i consumi, migliorare l’efficienza delle infrastrutture e promuovere politiche di gestione sostenibile delle risorse idriche saranno essenziali per proteggere Parigi da un futuro sempre più arido.