Clima, protesta di Ultima Generazione a Bologna: verdure marce in centro | FOTO

Ultima Generazione: "l'Italia sta affrontando una crisi agricola senza precedenti"
Foto Ansa
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Questo pomeriggio, nella centrale via Rizzoli, angolo con via Calzoliere, a Bologna cinque persone aderenti ad Ultima Generazione hanno lasciato un promemoria alla città, sotto gli occhi esterrefatti di passanti e turisti: verdure marce. Si sono posizionati sulla segnaletica orizzontale e hanno esposto striscioni con scritto ‘Il giusto prezzo’, ‘Questo governo è marcio’, ‘La nostra inazione ha un prezzo insostenibile’, ‘Campo allagato, niente al mercato, prezzo salato’. Poi si sono seduti in strada”. È quanto si legge in un comunicato. Nella nota, Ultima generazione ricorda che “proprio questa settimana Bologna e l’Emilia Romagna hanno vissuto nella paura di nuove alluvioni; anche ieri il territorio bolognese e ferrarese è stato sferzato dai tornado”.

Questi eventi, oltre a danni a cose e persone, significano anche raccolti distrutti con conseguente aumento dei prezzi e fallimento di aziende agricole: 1,3 milioni di aziende agricole hanno chiuso in vent’anni (dal 2000 al 2020) in Italia. Dal 2015 al 2024 ci sono stati, solo in Emilia Romagna, molti eventi climatici estremi che hanno causato danni alla produzione agricola. I bolognesi sono sempre più vittime della crisi climatica e della crisi economica. Non abbiamo bisogno della retorica del governo e delle lobby della grande distribuzione, organizzata sulla qualità e sul made in Italy, ma abbiamo bisogno del giusto prezzo”, continua la nota.

L’Italia – osserva Ultima Generazione – sta affrontando una crisi agricola senza precedenti. Il prezzo dell’olio, della frutta e di altri generi alimentari di base è raddoppiato negli ultimi dieci anni. Dietro questi aumenti ci sono fenomeni climatici estremi come siccità, alluvioni e grandinate, che stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura italiana. Ma la crisi non colpisce solo i consumatori: anche gli agricoltori si trovano in difficoltà, schiacciati tra la crisi climatica e le logiche della grande distribuzione organizzata, che li costringe a vendere i loro prodotti a prezzi irrisori”.