È stato “evitato per un pelo” il disastro ambientale che poteva derivare dalla collisione tra una nave cargo e una petroliera nel Mare del Nord, al largo della costa di Hull (Inghilterra). Secondo Paul Johnson, direttore dei laboratori di ricerca di Greenpeace, sebbene “non siamo ancora completamente fuori pericolo“, tutto indica che la catastrofe è stata scongiurata. “Per ridurre al minimo qualsiasi ulteriore rischio per la vita marina, la priorità ora deve essere quella di garantire, per quanto possibile, che entrambe le navi rimangano a galla, che non si verifichino ulteriori perdite di carburante dalla petroliera e che il carico della nave portacontainer sia completamente protetto“, ha affermato.
L’incidente, su cui le autorità stanno ancora indagando, “è un duro promemoria dei rischi associati al trasporto quotidiano di milioni di tonnellate di petrolio e prodotti petroliferi attraverso gli oceani”, ha aggiunto.
Il proprietario tedesco della nave cargo, Ernst Russ, ha confermato che i container contenenti cianuro di sodio erano vuoti al momento dell’incidente e ha dichiarato che sia il capitano, un russo che è stato arrestato, sia la compagnia stanno collaborando alle indagini.
L’incidente
La Solong è entrata in collisione poco prima delle 11 ora italiana di lunedì 10 marzo con la petroliera statunitense Stena Immaculate, che trasportava 23 marinai e carburante per l’esercito statunitense, provocando incendi su entrambe le navi che ora sono stati in gran parte spenti. Ad eccezione di un marinaio del mercantile, che è disperso ed è considerato morto, i restanti 36 membri dell’equipaggio delle due navi sono stati tratti in salvo.
Le autorità britanniche stanno ora indagando sulla possibile responsabilità penale e sull’impatto ambientale dopo che lo Stena Immaculate ha confermato una perdita del carburante Jet-1 che trasportava, anche se, come sottolinea Greenpeace, si ritiene che gli effetti siano stati limitati.


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