Rischio disastro ambientale nel Mare del Nord: rotto un serbatoio contenente carburante per aerei della petroliera che si è scontrata con una nave cargo al largo delle coste britanniche. Lo ha riferito la società armatrice svedese Stena Bulk. La petroliera era stata noleggiata dall’esercito americano, in particolare dal Military Sealift Command. Lo ha detto Jillian Morris, portavoce del comando che gestisce navi con equipaggio civile per trasporti del Pentagono. La portacontainer Solong, invece, trasportava cianuro di sodio per l’industria dei metalli, come certificato dai documenti di bordo.
Tutto l’equipaggio di oltre 20 persone sulla petroliera è stato tratto in salvo. La società operatrice della petroliera ha riferito anche che i marinai hanno abbandonato la nave dopo che si erano verificate diverse esplosioni a bordo. La Crowley Ship Management, società statunitense che gestisce la nave cisterna per prodotti chimici e petroliferi MV Stena Immaculate, ha affermato che la petroliera “ha subito la rottura di una cisterna di carico contenente carburante Jet-A1” quando la nave cargo l’ha colpita, innescando un incendio ed “esplosioni multiple a bordo”, con rilascio di carburante in mare.
Almeno 32 persone sono rimaste ferite nella collisione. Martyn Boyers, amministratore delegato del porto di Grimsby East, ha riferito che 13 feriti sono stati portati a bordo di una nave veloce Windcat 33, seguiti da altri 19 su una barca pilota portuale. Un solo ferito è stato ricoverato in ospedale.
Collisione nel Mare del Nord, disperso un marinaio della nave cargo
Greenpeace denuncia “vari rischi tossici”
Greenpeace ha lanciato l’allarme sugli “svariati rischi tossici” legati alla collisione avvenuta nel Mare del Nord. La branca britannica dell’associazione ambientalista ha puntato il dito non solo sullo sversamento in mare del carburante trasportato dalla petroliera per conto delle forze armate USA, ma anche sul cianuro di sodio e sul gas infiammabile stivati in alcuni dei container della Solong, sostanze, queste ultime, che al momento non risultano essere finite in acqua, ma la cui pericolosità potenziale è comunque evidente.
“A mano a mano che emergono informazioni su ciò che le due navi trasportavano” cresce esponenzialmente l’inquietudine “per gli svariati rischi che queste sostanze chimiche potrebbero rappresentare per la vita sottomarina”, ha detto Paul Johnston, scienziato presso i Greenpeace Research Laboratories e professore alla Exeter University, in Inghilterra. Il governo britannico di Keir Starmer ha dal canto suo ammesso, per bocca di una portavoce di Downing Street, che l’incidente è “estremamente preoccupante“, assicurando indagini e controlli approfonditi.
