Dopo cinque anni di silenzio, Corea del Sud, Cina e Giappone hanno ripreso il loro dialogo economico trilaterale, con un incontro tenutosi domenica tra i rispettivi ministri del Commercio. L’obiettivo principale è rilanciare la cooperazione economica nella regione asiatica, proprio mentre le tre potenze esportatrici si preparano a fronteggiare una nuova ondata di dazi imposti dagli Stati Uniti sotto la guida di Donald Trump. I tre ministri hanno concordato sulla necessità di “cooperare strettamente per colloqui comprensivi e di alto livello” in vista di un accordo di libero scambio Corea del Sud-Giappone-Cina. L’intesa, secondo quanto riportato in una nota congiunta, mira a rafforzare sia il commercio regionale sia quello globale.
“È necessario rafforzare l’attuazione del RCEP, a cui tutti e tre i Paesi partecipano, e creare un quadro per espandere la cooperazione commerciale attraverso i negoziati per un FTA trilaterale”, ha dichiarato il ministro sudcoreano del Commercio Ahn Duk-geun. Il RCEP, entrato in vigore nel 2022, è il più grande accordo commerciale al mondo e coinvolge 15 Paesi dell’area Asia-Pacifico con l’obiettivo di abbattere le barriere doganali.
Nuove tensioni con Washington
Il rilancio del dialogo trilaterale arriva in un contesto internazionale turbolento. Mercoledì, il presidente Trump ha annunciato una nuova tornata di dazi del 25% su auto e componenti auto importati, colpendo duramente i produttori asiatici, da sempre tra i principali esportatori verso gli Stati Uniti. Dopo il Messico, la Corea del Sud è il secondo maggior esportatore di veicoli negli USA, seguita dal Giappone.
Trump ha ribattezzato la giornata dell’annuncio “Giorno della Liberazione”, in riferimento alla sua politica di distacco dagli accordi commerciali multilaterali, ritenuti penalizzanti per l’economia americana.
La risposta
Cina, Giappone e Corea del Sud hanno concordato di rispondere congiuntamente ai dazi statunitensi, secondo l’emittente statale cinese CCTV. L’annuncio è arrivato dopo che domenica i tre paesi hanno tenuto il primo dialogo economico in cinque anni, con l’obiettivo di facilitare il commercio regionale mentre le grandi potenze esportatrici asiatiche si preparano ad affrontare i dazi imposti dal presidente statunitense Donald Trump.
Giappone e Corea del Sud stanno cercando di importare materie prime per semiconduttori dalla Cina, mentre Pechino è interessata all’acquisto di prodotti finiti da Tokyo e Seoul. Le tre parti hanno concordato di rafforzare la cooperazione nelle catene di approvvigionamento e di intensificare il dialogo sui controlli all’export. Durante l’incontro di domenica, i Ministri del Commercio hanno convenuto di “cooperare strettamente per negoziati completi e di alto livello” su un accordo di libero scambio tra Corea del Sud, Giappone e Cina, con l’obiettivo di promuovere il commercio regionale e globale, secondo una dichiarazione rilasciata dopo la riunione.
Ostacoli politici e sfide diplomatiche
Nonostante i segnali di distensione sul fronte economico, permangono tensioni tra i tre Paesi su questioni politiche e ambientali. Tra le principali fonti di attrito vi sono le dispute territoriali nel Mar Cinese Orientale e la controversa decisione del Giappone di rilasciare nell’oceano le acque trattate provenienti dalla centrale nucleare di Fukushima.
I negoziati per un accordo di libero scambio trilaterale sono iniziati nel 2012, ma finora non hanno prodotto risultati concreti. Tuttavia, l’urgenza di una risposta coordinata ai dazi statunitensi potrebbe rappresentare l’occasione giusta per sbloccare i colloqui.
Prossimo appuntamento: Tokyo
I ministri hanno concordato di tenere il prossimo incontro ministeriale in Giappone, segnando un nuovo passo verso una possibile integrazione commerciale più profonda tra le tre principali economie dell’Asia orientale. In un mondo sempre più polarizzato, Seul, Pechino e Tokyo sembrano voler costruire un fronte comune per difendere la propria centralità negli scambi globali.


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