Giovedì pomeriggio è stata discussa in Commissione Affari Sociali un’interrogazione a risposta immediata diretta al Ministero della Salute a firma dell’Onorevole Luana Zanella (AVS). Al centro dell’interrogazione il sistema di allevamento in gabbia, che solleva preoccupazioni riguardanti la salute dei cittadini e il benessere degli animali allevati. Nel documento presentato dal deputato del gruppo parlamentare Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), si legge che ad oggi oltre il 35% delle galline ovaiole in Italia è ancora allevato in sistemi di gabbia, nonostante il successo dell’iniziativa dei Cittadini europei (ICE) “End The Cage Age”, firmata da 1,4 milioni di cittadini, e del parere pubblicato nel 2023 dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che segnala come le gabbie incidano negativamente sul benessere animale e sulla sicurezza alimentare.
Oltre alle gabbie, l’interrogazione menziona anche il rischio di diffusione di zoonosi come l’influenza aviaria. Entrambi questi temi sono stati al centro di un servizio di Indovina chi viene a Cena andato in onda su Rai Tre il 15 marzo scorso, durante il quale sono state mostrate immagini raccolte dagli investigatori di Essere Animali tra il 2022 e il 2024, documentando problematiche sanitarie e di benessere animale negli allevamenti in gabbia (in particolare con il caso di un allevamento da 60.000 galline ovaiole in provincia di Venezia) e le pratiche di abbattimento per l’influenza aviaria. “Ancora poco chiara e approfondita però la risposta del Ministero della Salute, che tramite il Sottosegretario Marcello Gemmato si è concentrato sul vecchio divieto attualmente in vigore per le gabbie non modificate (conosciute come “in batteria”) sancito in tutta Europa nel 2012, sul sistema di controlli da parte dei servizi veterinari e sull’inasprimento delle sanzioni previste dal d.lgs 267/2003”, si legge in una nota.
“Sul quesito specifico sollevato da Zanella sul tema del divieto per le gabbie invece il Sottosegretario non ha risposto nel merito indicando un piano nazionale per favorire una transizione anche in Italia, ma si è limitato a segnalare che la transizione verso un sistema di divieto totale per le gabbie per galline è attualmente oggetto d’esame della Commissione europea, che dovrebbe presentare una proposta nel 2026.
L’Onorevole Zanella ha ribattuto spiegando che in paesi europei come Germania, Austria, Lussemburgo e Slovenia la transizione a sistemi senza gabbia è stata già anticipata, perché sono stati riconosciuti i rischi sanitari e il danno al benessere animale. In Commissione inoltre è stato anche riportato il discorso sull’iniziativa End the Cage Age e sull’intenzione dell’attuale nuovo Commissario alla salute e al benessere animale, Olivér Várhelyi, di vietare le gabbie per tutti gli animali allevati nell’UE.
Molti altri paesi europei si stanno portando avanti e si mostrano leader nella transizione a sistemi più rispettosi dei bisogni etologici di milioni di animali ancora confinati in gabbia, ed è per questo che Essere Animali sollecita quindi il Governo italiano ad agire con lungimiranza e a sostenere i produttori ad abbandonare le gabbie, esortando ad avviare un piano e un fondo per il passaggio a sistemi cage free in Italia. Nel nostro Paese sono infatti moltissime le aziende che hanno già preso un impegno per quanto concerne le galline ovaiole come Gruppo Barilla, Aldi Italia, Galbusera e Gruppo Ferrero o grandi player della GDO come Unes, Coop e Conad. È fondamentale supportare i produttori italiani verso questa transizione cruciale per la qualità dei nostri prodotti, la tutela del benessere animale e della salute pubblica”, conclude il comunicato.


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