L’eruzione del Vesuvio del 18 marzo 1944: la prima documentata su pellicola

I filmati girati dai militari statunitensi permisero di documentare con precisione le fasi dell’eruzione

Il 18 marzo 1944 il Vesuvio si risvegliò con una delle sue più spettacolari eruzioni del XX secolo. Il fenomeno, avvenuto durante la II Guerra Mondiale, fu osservato da migliaia di persone, tra cui i soldati americani stanziati a Napoli, che per la prima volta nella storia ripresero l’evento su pellicola. L’eruzione iniziò con esplosioni e colate laviche che si riversarono sui Paesi vesuviani, distruggendo centinaia di abitazioni. Le località più colpite furono San Sebastiano al Vesuvio, Massa di Somma e Ottaviano. Una densa colonna di cenere si innalzò nel cielo, raggiungendo un’altezza di diversi km e causando ricadute di lapilli fino a Salerno e persino in Albania.

I filmati girati dai militari statunitensi permisero di documentare con precisione le fasi dell’eruzione, fornendo preziosi dati scientifici agli studiosi. L’evento segnò anche la fine dell’attività eruttiva del Vesuvio nel XX secolo: da allora il vulcano è in stato di quiescenza.