L’amministrazione statunitense, sotto la guida del presidente Donald Trump, ha eretto un muro alto 9 metri lungo il canale del fiume Tijuana, al confine tra Messico e Stati Uniti. Secondo esperti di ingegneria, questa struttura viola alcuni trattati internazionali relativi ai confini territoriali e naturali. Inoltre, nonostante sia dotato di paratoie per il deflusso dell’acqua, il muro potrebbe provocare inondazioni sia nel centro di Tijuana che a San Ysidro, sul versante statunitense.
Víctor Clark Alfaro, antropologo e direttore del Centro Binazionale per i Diritti Umani, ha definito la questione “complessa” e ha sottolineato la necessità di un intervento del governo messicano. Ha evidenziato come la costruzione non riguardi solo la regolazione della migrazione, ma abbia anche implicazioni ambientali, sociali e politiche, mettendo in discussione il rispetto degli accordi internazionali da parte degli Stati Uniti.
Esteticamente, il muro appare come un ponte costruito sopra il fiume per agevolare le operazioni degli agenti della Border Patrol e della US Customs and Border Protection (CBP). È stato progettato con cancelli in acciaio controllati elettronicamente, che si aprirebbero in caso di aumento del flusso d’acqua nel canale.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?