Giornata Nazionale dei Disturbi del comportamento alimentare: l’incontro sulla problematica sanitaria e sociale

Va ricordato che i disturbi alimentari possono portare a gravi complicazioni mediche, tra cui disfunzioni a carico dei vari organi

In occasione della Giornata nazionale dedicata ai Disturbi del comportamento alimentare (DCA), si è svolto oggi presso la sala convegni di Auxologico San Luca un incontro a più voci per sensibilizzare su una problematica che non è soltanto sanitaria ma anche sociale. I DCA colpiscono infatti circa 3 milioni di giovani nel nostro Paese, con un coinvolgimento lungo e drammatico anche per le loro famiglie. Negli ultimi anni, complice anche il lungo periodo di isolamento sociale provocato dalla pandemia, tali disturbi hanno registrato un incremento superiore al 30%. A fronte di tutto ciò l’impegno sanitario pubblico richiede ulteriori interventi ed è molto differente da regione a regione. L’iniziativa svolta da Auxologico, da decenni in prima linea nella diagnosi e cura dei DCA, ha voluto anche essere l’occasione per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dei mass media su questa patologia alquanto complessa, per la quale muoiono più di 4.000 giovani ogni anno.

“I disturbi della alimentazione e della nutrizione – ha detto in apertura Mario Colombo, presidente di Auxologico – rappresentano una delle prioritarie sfide clinico-scientifiche di Auxologico, impegnato da oltre trenta anni in questo settore specifico. La rete di cura di Auxologico tra Lombardia, Piemonte e Lazio rappresenta oggi la più completa ed ampia offerta sanitaria per i pazienti e le famiglie che devono affrontare il non facile percorso della malattia. Cogliere tempestivamente i segnali di disagio premonitori di un disturbo della alimentazione e della nutrizione costituisce elemento di successo della cura laddove vi sia una presa in carico da parte di professionisti e centri sanitari specializzati che operino in rete per garantire interventi ambulatoriali, di day hospital, di ricovero ospedaliero e residenziale”. 

Leonardo Mendolicchio, psichiatra e Direttore della U.O. di Riabilitazione dei Disturbi Alimentari e della Nutrizione di Auxologico Piancavallo che ha moderato l’incontro di oggi, ha aggiunto: “questa giornata ricorda a tutti noi quanto sia importante mettere assieme i governanti nazionali e regionali, i manager sanitari, i ricercatori, i clinici e tutti gli stakeholder come il mondo dello sport. Questa unità di intenti e prospettive è l’unica strada possibile per dare risposta ad un bisogno di salute pubblica attuale”. 

Particolarmente sentito l’intervento della Dott.ssa Maria Rosaria Campitiello, Capo del Dipartimento della Prevenzione della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute, che ha affermato: “sono contenta ed anche un po’ emozionata di essere presente qui oggi perché sono particolarmente sensibile all’argomento, in quanto in prima persona ho purtroppo dovuto affrontare questo disturbo quando ero ancora una studentessa. Le istituzioni, di fronte a questo problema devono arrivare prima e dobbiamo farlo tutti attraverso la prevenzione, abbattendo quell’assordante silenzio che spesso nasconde questi problemi. Stiamo lavorando a un Hub nazionale sulla prevenzione, perché fare prevenzione significa non arrivare all’emergenza e poter fare la differenza”.

Un impegno condiviso anche da Guido Bertolaso, Assessore al Welfare della Regione Lombardia, che ha sottolineato come la prevenzione debba accompagnarsi a un intervento concreto e strutturato, capace di sostenere i pazienti lungo tutto il percorso di cura: “il nostro obiettivo è realizzare un percorso completo di assistenza, tutela, diagnosi e terapia per i pazienti che sono affetti da disturbi del comportamento alimentare, fornendo tutto il sostegno necessario alle strutture e agli IRCCS che si occupano di queste patologie, come Auxologico, uno dei centri di eccellenza sul nostro territorio per questo tipo di cure”.

“Oggi è sempre più difficile riconoscere e affrontare questi problemi – è intervenuto Massimo Angelelli, Direttore dell’Ufficio Nazionale Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana. Viviamo in un’epoca in cui siamo costantemente esposti e spesso ci sentiamo inadeguati di fronte ai modelli di riferimento che ci vengono imposti. Questo può generare dinamiche complesse, che talvolta sfociano in disturbi di varia entità. Per questo, è fondamentale educare all’accettazione di sé, riconoscendo che le fragilità non sono qualcosa da nascondere o cancellare, ma parte integrante della bellezza e unicità di ogni persona”. 

I disturbi alimentari

Va ricordato che i disturbi alimentari possono portare a gravi complicazioni mediche, tra cui disfunzioni a carico dei vari organi dovute a malnutrizione, comportamenti di abbuffate seguite da vomiti ed esercizio fisico compulsivo. Le complicazioni più comuni includono problemi cardiaci, neurologici, polmonari, gastrici, ematologici e dermatologici, molti dei quali sono tuttavia reversibili con un trattamento appropriato. Ecco perché i DCA richiedono non singole figure sanitarie, come purtroppo capita ancora di rintracciare in rete o sui social, ma team multidisciplinari in grado di accogliere, gestire e curare i giovani pazienti in strutture protette, siano esse ambulatoriali che ospedaliere.

Come ha spiegato la psichiatra Emanuela Apicella della U.O. di Riabilitazione dei Disturbi Alimentari e della Nutrizione di Auxologico Piancavallo: “la cura di un disturbo alimentare necessita non solo di una serie di professionisti che collaborano insieme (psichiatri, internisti, endocrinologi, psicoterapeuti, dietisti), ma anche di livelli di cura di intensità diversa a seconda della necessità del paziente. La rete di Auxologico permette di offrire alle persone affette da disturbi alimentari livelli di intensità di cura diversi, dall’ ambulatorio, al DH-MAC (day hospital e attività ambulatoriale complessa ad alta intensità assistenziale), al ricovero ospedaliero riabilitativo, rispondendo alle necessità assistenziali di ogni singolo paziente”.

Sull’importanza della stretta collaborazione tra medici di varie specialità e l’ambito più strettamente psichiatrico si è espressa Leila Danesi della U.O. Endocrinologia e Malattie del Metabolismo di Auxologico San Luca, da molti anni impegnata anche sul fronte dei disturbi alimentari sui quali ha accumulato una vasta esperienza medica: “il corpo è teatro della mente. I DCA sono una patologia psichiatrica, ma hanno conseguenze sul fisico di diversa gravità con danni spesso irreversibili, a volte fatali. Colpiscono nella maggior parte dei casi i giovani causando non solo grandi sofferenze ma anche costi economici elevati per famiglie e sistema sanitario (troppo spesso inadeguato e carente). La prevenzione diventa quindi un’arma fondamentale per la quale Auxologico è impegnato da tempo a diversi livelli per: cercare di evitare l’insorgere della malattia con interventi educativi e di sensibilizzazione sul territorio (lavorando con scuole, oratori, associazioni sportive, famiglie); favorire la diagnosi precoce rendendo capaci i diversi interlocutori di intercettare all’esordio il disturbo in modo che il soggetto che inizia ad avere un comportamento a rischio venga inviato rapidamente in ambito specialistico multidisciplinare; gestire i malati il meglio possibile, modulando gli interventi nei diversi livelli di cura per evitare le complicanze maggiori, fisiche e psicopatologiche, e l’eventuale cronicizzazione”. 

Durante l’incontro milanese è stata inoltre sottolineata l’importanza della ricerca, anche in ragione del fatto che Auxologico, in quanto Irccs, è centro di ricerca biomedica oltre che di cura. Ne ha parlato Federico Brusa, ricercatore del Laboratorio sperimentale ricerche Neuroscienze Metaboliche di Auxologico: “la ricerca sui Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione è essenziale per favorire la prevenzione e migliorare le cure. Investire in essa significa dare speranza a chi ne soffre e fornire strumenti concreti a chi lo supporta. Solo così possiamo rafforzare la rete di assistenza e promuovere un cambiamento reale”.

Altro aspetto di rilevante importanza è la prevenzione dei DCA nella pratica sportiva, al centro di alcuni accesi dibattiti degli ultimi anni, su cui Auxologico e Federazione Ginnastica d’Italia (FGI) hanno da alcuni anni stretto un accordo di reciproca collaborazione su cui si è espresso Andrea Facci, Presidente della FGI: “anche quest’anno siamo al fianco dell’Istituto Auxologico per esprimere la nostra più sincera vicinanza a tutti coloro che, con impegno, passione, competenza e dedizione, lavorano per la cura e la sensibilizzazione sui disturbi alimentari. In occasione della Giornata Mondiale dei Disturbi Alimentari, vogliamo ribadire l’importanza della prevenzione, del supporto e della ricerca per contrastare queste patologie che colpiscono tante persone, spesso in silenzio. La collaborazione tra istituzioni, medici, famiglie e pazienti è fondamentale per costruire un futuro in cui nessuno si senta solo in questo percorso. La Federazione e Auxologico hanno istituito non solo un sistema di assistenza a copertura nazionale dei nostri tesserati ed atleti, intervenendo nel sostegno soprattutto degli adolescenti affetti da tali disturbi con una tempistica importante ed efficace, ma anche una serie corsi di formazione rivolti ai nostri tecnici. La nostra riconoscenza va al presidente Mario Colombo, al dott. Leonardo Mendolicchio ed a tutto lo staff dell’Istituto”.

Auxologico Piancavallo è riconosciuto a livello nazionale quale centro di eccelenza sanitaria tanto la diagnosi e la cura tanti dei DCA, quanto dell’obesità grave e complicata. Auxologico Piancavallo in virtù della sua pluridecennale attività sulla problematica dei DCA, tanto dal punto di vista della cura che della ricerca per apportare nuove soluzioni valide ai giovani pazienti e alle loro famiglie, è stato spesso oggetto di interesse da parte dei mass media. Ricordiamo in particolare la serie “Fame d’amore”, in onda su Rai3, giunta quest’anno alla sesta stagione in cui la sede ospedaliera di Auxologico Piancavallo è stata sempre coinvolta a tale riguardo. Andrea Casadio, autore e regista della serie di docufilm sui DCA e sul disagio giovanile in generale, è intervenuto all’incontro. Assieme a Casadio è inoltre intervenuta Francesca Fialdini, notissima giornalista Rai e conduttrice, tra l’altro, di “Fame d’Amore” che ha affermato: “troppo spesso i segnali dei disturbi del comportamento alimentare vengono sottovalutati o nascosti dietro un silenzio che rende ancora più difficile affrontare il problema. Attraverso “Fame d’Amore” e l’Istituto Auxologico, abbiamo visto da vicino tante storie drammatiche che sottolineano l’importanza di riconoscere tempestivamente il disturbo e intervenire. La prevenzione, quindi, diventa essenziale: informare, sensibilizzare e offrire strumenti di supporto può davvero fare la differenza. Oggi, oltre ai canali tradizionali come la televisione, a differenza di quanto avveniva qualche anno fa, abbiamo un’opportunità in più grazie ai nuovi canali di comunicazione, che possono diventare un potente mezzo per diffondere consapevolezza, abbattere stigmi e raggiungere chi ne ha più bisogno”. 

“Quando abbiamo iniziato a progettare la nostra serie tv Fame d’Amore” ha detto Andrea Casadio, “volevamo realizzare un’opera che fosse utile e educativa. E anche bella. Volevamo raccontare storie di giovani che soffrono di un qualche disagio psicologico, come l’anoressia, e dimostrare che ognuno di noi – se colto in un momento di debolezza o di fragilità- può ammalarsi di questi disturbi, e soprattutto che si può guarire. Perché il nostro messaggio è questo: chi soffre di un disturbo psichico non ha nulla di cui vergognarsi, e se chiede aiuto può guarire”. 

Nel corso dell’incontro è stato inoltre proiettato un cortometraggio dal titolo “Amarmi mi affatica” la cui giovane regista Annunziata Afeltra ha commentato: “il mio corto tratta un problema che abbraccia la nostra società, ovvero i disturbi alimentari che sono armai all’ordine del giorno ma soprattutto l’importanza di chiedere aiuto perché solo così è possibile distruggere questo mostro che ti mangia lentamente dall’interno”.