Riportato un attacco avvenuto nelle prime ore di oggi contro una stazione di pompaggio e misurazione del gas chiusa di recente nella regione di Kursk, nella Russia occidentale: si tratta della stazione di Sudzha, dove le forze ucraine sono sotto pressione da 7 mesi dopo un’incursione transfrontaliera. La Russia accusa l’Ucraina di aver deliberatamente colpito la stazione del gas, infrangendo il cessate il fuoco di 30 giorni sulle strutture energetiche. Per contro, Kiev nega ogni coinvolgimento. Lo Stato maggiore delle forze armate dell’Ucraina afferma che i russi hanno bombardato la stazione per condurre una campagna di discredito contro l’Ucraina.
L’esplosione della stazione di pompaggio di Sudzha azzera l’ipotesi di un veloce ripristino dei flussi di gas dalla Russia su cui l’industria europea stava puntando. La stazione di Sudzha era infatti l’unico punto attraverso cui il gas russo passava attraverso l’Ucraina e verso l’Europa, finché Kiev non ha rifiutato di prolungare un accordo di transito a gennaio di quest’anno. Un secondo punto di attraversamento è stato chiuso nel 2022.
L’attacco arriva proprio nel momento in cui il prezzo del gas stava iniziando a scendere, ma con il danneggiamento della stazione i prezzi sono nuovamente schizzati alle stelle. Se confermato, l’attacco a Sudzha sarebbe un chiaro messaggio all’UE: niente più gas russo.
Sudzha è stata una delle prime città a essere conquistata dalle forze ucraine durante il massiccio attacco transfrontaliero dell’agosto scorso. Le forze ucraine controllavano ampie zone della regione, ma nelle ultime settimane le forze russe hanno ripreso possesso del territorio e la scorsa settimana l’esercito di Mosca ha dichiarato di aver riconquistato Sudzha.


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