Un vasto incendio scoppiato giovedì sera in una sottostazione elettrica a Hayes, nella zona ovest di Londra, ha provocato il blocco totale dell’aeroporto di Heathrow, il più trafficato del Regno Unito, costringendo alla cancellazione di oltre 1.300 voli e lasciando a terra centinaia di migliaia di passeggeri. La polizia antiterrorismo ha assunto la guida delle indagini, in quello che è stato definito un “evento insolito e senza precedenti” dalle autorità britanniche. L’allarme è scattato alle 23:23 del 20 marzo, quando i vigili del fuoco di Londra sono intervenuti per un rogo che ha coinvolto più di 20.000 litri d’olio all’interno di un trasformatore. Le fiamme, visibili a chilometri di distanza, sono state domate solo nelle prime ore di venerdì da oltre 70 pompieri. Nonostante il forte odore acre nell’aria, i servizi di emergenza hanno rassicurato la popolazione sulla qualità dell’aria, escludendo rischi per la salute pubblica.
Indagini in corso: l’antiterrorismo prende il comando
Sebbene non vi siano, al momento, evidenze di un atto doloso, la gravità dell’accaduto e il suo impatto sulle infrastrutture critiche nazionali hanno portato il Comando Antiterrorismo di Scotland Yard ad assumere la responsabilità dell’inchiesta. “Stiamo mantenendo una mente aperta su ogni possibile causa”, ha dichiarato un portavoce della Metropolitan Police, “ma data la posizione della sottostazione e il coinvolgimento di infrastrutture vitali, il nostro coinvolgimento è necessario per indagare rapidamente e in profondità”.
Il National Grid, responsabile della rete elettrica nazionale, ha definito l’incendio “straordinariamente raro” e ha sottolineato che è ancora troppo presto per formulare ipotesi concrete sulle cause.
Disagi enormi per i passeggeri e il sistema dei trasporti
Heathrow è rimasto completamente chiuso almeno fino alla mezzanotte del 21 marzo, con i terminal 2 e 4 ancora privi di energia elettrica nella tarda mattinata di venerdì. L’aeroporto, che serve 230 destinazioni e movimenta circa 84 milioni di passeggeri all’anno, è stato costretto a deviare o annullare decine di voli intercontinentali, alcuni dei quali sono tornati indietro mentre erano già in volo.
British Airways, la compagnia che gestisce circa la metà dei voli da Heathrow, ha ammesso gravi ripercussioni sulle operazioni e sui clienti, mentre EasyJet e Ryanair hanno annunciato voli aggiuntivi da e verso altri scali per aiutare i passeggeri rimasti bloccati. Anche i servizi ferroviari e di autobus diretti all’aeroporto sono stati sospesi. Intanto, all’interno del governo si discute se convocare una riunione del comitato d’emergenza Cobra, qualora la crisi dovesse protrarsi oltre il weekend.
Reazioni e polemiche
Willie Walsh, direttore generale della IATA (l’associazione internazionale del trasporto aereo), ha criticato duramente la gestione dell’infrastruttura: “come è possibile che un hub internazionale come Heathrow dipenda interamente da una sola fonte di alimentazione elettrica? Se fosse così, si tratterebbe di un evidente fallimento di pianificazione”.
Dal canto suo, Alice Delahunty, presidente della divisione di trasmissione del National Grid, ha ribadito che la priorità è stata il ripristino dell’energia per le oltre 67.000 abitazioni rimaste senza corrente e per le aree strategiche dell’aeroporto. Ha aggiunto che sia il trasformatore principale che quello di backup sono stati danneggiati dalle fiamme.
Un precedente senza pari
L’ultima chiusura prolungata dell’aeroporto risaliva al dicembre 2010, a causa di forti nevicate che portarono alla cancellazione di oltre 4.000 voli. Ma mai prima d’ora un guasto elettrico aveva causato una chiusura totale di Heathrow. Nel frattempo, il governo, tramite i ministri Ed Miliband e Heidi Alexander, ha promesso massimo impegno per ripristinare le operazioni nel più breve tempo possibile. “La situazione è in rapido sviluppo e stiamo lavorando in stretta collaborazione con le autorità aeroportuali”, ha dichiarato Downing Street.
Heathrow rappresenta un nodo cruciale non solo per i passeggeri, ma anche per il trasporto merci e l’economia nazionale, con circa 90.000 persone impiegate nel sito. La speranza è che la piena operatività possa essere ristabilita entro il fine settimana, ma i disagi – soprattutto per i passeggeri internazionali – potrebbero proseguire per giorni.

