Maltempo Emilia Romagna, Ciciliano a Bologna: “per la stima dei danni occorre tempo”

De Pascale: “evento minore, le opere fatte dal maggio 2023 hanno dato i loro frutti”

All’indomani dell’ultima emergenza maltempo, il capo del Dipartimento nazionale di Protezione Civile, Fabio Ciciliano, è arrivato a Bologna per fare il punto della situazione al Centro operativo regionale (Cor) insieme al Presidente della Regione, Michele de Pascale. All’incontro hanno partecipato anche il prefetto di Bologna, Enrico Ricci, e la sottosegretaria alla presidenza della Regione con delega alla ProtezioneCcivile, Manuela Rontini. Presenti i funzionari della Protezione Civile regionale che da mercoledì hanno gestito la situazione coordinando gli interventi nel territorio insieme alle istituzioni locali e ai Centri operativi comunali.

Nel corso dell’incontro, è stato ripercorso l’andamento dell’emergenza degli ultimi giorni ed è stata sottolineata la sinergia tra tutti i livelli istituzionali, la macchina della Protezione Civile dell’Emilia Romagna e il Dipartimento nazionale, mettendo in evidenza anche l’importanza della prevenzione e dell’allertamento fin dall’inizio, di fronte alle previsioni meteo. Precipitazioni che hanno poi interessato terreni già saturi al 90% per le piogge dei mesi scorsi. Prezioso rispetto ai dati idrometeoclimatici, il lavoro svolto da Arpae.

Ciciliano: “per la stima dei danni serve tempo”

Abbiamo avuto un rapporto diretto e costante, una collaborazione nei momenti dell’emergenza senza la quale il risultato avrebbe potuto essere meno efficace”, ha detto Ciciliano. “Per la prima stima dei danni occorre ancora tempo, dobbiamo aspettare che la situazione sul campo si definisca completamente, ma per quanto riguarda le allerte e le misure precauzionali noi non possiamo sapere in anticipo quello che accadrà, meglio quindi una scuola chiusa in più che rischiare la vita anche di una sola persona. E non ci possono essere automatismi sulle misure di emergenza: in ogni circostanza bisogna operare le necessarie valutazioni e assumersi le conseguenti responsabilità”.

Ogni fiume in Emilia Romagna, è stato sottolineato, ha bisogno di spazi di laminazione. In tema di delocalizzazioni, il Presidente de Pascale ha spiegato che l’ordinanza è in corso di aggiornamento, soprattutto per ciò che riguarda gli indennizzi, che dovranno essere adeguati.

De Pascale: “evento minore, le opere fatte dal maggio 2023 hanno dato i loro frutti”

Desidero ringraziare tutta la struttura di Protezione Civile, con cui abbiamo un rapporto molto consolidato, come si è visto anche nella gestione di questa emergenza. Tutto quello che abbiamo chiesto in questi giorni in termini di aiuti, personale, mezzi e risorse ci è stato dato prontamente“. Così il Presidente della Regione Emilia Romagna, Michele De Pascale, dopo l’incontro con il capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile, Fabio Ciciliano.

Siamo davanti ad un evento che ha avuto uno sviluppo molto significativo anche se minore rispetto a quelli degli ultimi due anni – ha sottolineato De Pascale – Tutte le opere fatte dal maggio 2023, a partire dal rafforzamento degli argini e dalla ricostruzione di quelli crollati, insieme al miglioramento dei sistemi di protezione civile, hanno dato oggettivamente i loro frutti”. “Ovviamente tutto questo non basta e stiamo lavorando per aumentare la sicurezza del territorio – ha continuato -, servono aree di deflusso delle acque a protezione delle città e il piano di interventi deve proseguire nella massima collaborazione e sinergia: a breve definiremo con il Commissario Curcio e il Governo un nuovo pacchetto di opere, sulla base delle risorse disponibili. È la strada che abbiamo intrapreso e che dobbiamo portare avanti: su questo, penso che il nuovo rapporto di collaborazione avviato col Governo e il Commissario alla ricostruzione sarà di grande aiuto”.

Se parliamo di situazioni particolari, non c’è poi dubbio che il bacino del Lamone ha avuto emergenze continue e che quindi sia la priorità con nuovi interventi a monte e a valle di Faenza. La Regione ha raddoppiato le risorse per la manutenzione e il contrasto al dissesto idrogeologico, da 25 a 50 milioni di euro, ma non c’è dubbio che bisogna continuare a realizzare le opere di messa in sicurezza. Dobbiamo proseguire con ancora maggiore determinazione”, ha concluso.